l’ottavino

Dicono che c’era una volta una orchestra famosa, conosciuta da tutti perché la loro musica era perfetta, speciale, unica, e suonava come una melodia celestiale. Ovunque suonavano, il pubblico rimaneva sempre affascinato…

Era una orchestra gigantesca, con tantissimi suonatori, in cui ogni strumento era lì a formare una perfetta armonia… c’erano arpe, violini, trombe, flauti, violoncelli… di tutto… persino c’era uno piccolo, più piccolo di una penna, che si nascondeva tra le mani… l’ottavino, un piccolissimo strumento con un suono dolce e leggero.

Ogni giorno l’orchestra faceva le prove per il concerto… un giorno erano tutti lì e i musicisti iniziarono a suonare… l’ottavino cominciò ad emettere il suo dolce suono, ma lì dove era messo in un angolo tra tutti gli altri strumenti, non si sentiva… il musicista cominciò a sentirsi inutile, e a pensare di non voleva più suonare…

Tra sè e sè, il musicista penso: “non suonerò più, quando saremo tutti pronti a partire io farò finta di suonare, nessuno lo noterà”.

Il giorno dopo, le prove iniziarono, i musicisti si preparano, iniziano a suonare, tutti, tranne il nostro musicista, nel suo angolo, che fece solo finta di suonare..

Il maestro ad un certo punto fermò l’orchestra, si diresse al nostro musicista e gli chiese: “perché non stai suonando? Io non sento il suono dolce dell’ottavino..”

Il musicista intimidito gli rispose: “maestro… che ci faccio io qui, il mio strumento è piccolo e insignificante rispetto agli altri… sono inutile..”

– Che sei picolo è innegabile, – disse il maestro – ma insignificante e inutile, sono cose che ti sembrano da lì dove sei seduto. Dal luogo in cui siamo io e il pubblico si sente moltissimo la differenza. Loro non sanno cos’è, ma io sì. Mancavi tu…

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Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

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