lo scienziato e il suo premio

11 Apr 22

Dicono che c’era una volta un giovane scienziato che ricevete un premio per essere il più giovane esperto nel suo settore. Quando finì la cena, iniziò a suonare un’orchestra e la moglie dello scienziato gli fece un gesto per andare a ballare insieme.

Paralizzato dalla paura, negò con la testa e lei si scatenò sola davanti a tutti. Dopo un po’ altre persone si unirono a lei. Tutti si divertivano tranne lo scienziato che si sentiva sempre più piccolo e sempre più stupito di vedere persone intelligenti, intelletuali, serie e razionali che si muovevano in maniera caotica senza nessun tipo di ordine o armonia.

In fondo, si diceva, se tutti si divertivano in quel modo, il problema doveva essere lui, perciò decise di iniziare a studiare danza. Il giorno dopo andò in biblioteca e cercò i migliori libri per iniziarsi nell’arte della danza: Teoria del ballo, antropologia della danza, psicologia del ritmo, e in meno di tre mesi aveva letto più di cinquanta saggi.

Ma non visitava solo le biblioteche, spesso portava anche la moglie a ballare nelle salle da ballo, e si sedeva con il suo quaderno a prendere appunti. Andò avanti per anni, fino a sviluppare le sue teorie con sofisticati calcoli matematici in cui analizzava i muscoli esatti che i ballerini muovevano quando danzavano. Misurava la velocità, il ritmo, ma ancora non si sentiva preparato per ballare.

Dopo dieci anni studiando e scrivendo nell suo ufficio, finalmente pubblicò il risultato del suo studio con il titolo “La scienza del ballo” e consisteva di dieci volumi molto grossi che diventò un best seller mondiale e lo portò a diventare il maggiore esperto di ballo della storia dell’umanità.

Quando ormai era già anziano, ricevete un premio da un’associazione internazionale della danza per il suo enorme contributo alla loro disciplina. Morì quella stessa notte. Senza mai aver ballato. La moglie, quando lo trovò al mattino dopo, prese il suo quaderno dal comodino e trovò il suo ultimo pensiero, le sue ultime parole, la sua ultima domanda: quanto sarebbe stata diversa la mia vita se invece di studiare il ballo avessi trovato il coraggio per ballare?.

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