l’Isola delle Rose (2020)

Questa settimana, mi sono guardata L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, sempre su Netflix, una meravigliosa storia basata su fatti realmente accaduti. Infatti è come la vita, piena di amore, di creatività, di anarchia contro un mondo che non va che finisce male e allo stesso tempo bene.

Racconta la storia di Giorgio Rosa, un ingeniere un po’ matto, incompreso e ribelle che, per conquistare la donna che ama, e che gli dice che non puì stare con lui perchè lui non sa stare al mondo, decide di crearsi un mondo tutto suo, un’isola su una piattaforma al largo delle acque territoriali italiane. La piattaforma artificiale diverrà micronazione il 1º maggio 1968 e sarà demolita nel febbraio del 1969.

Ho amato ogni istante, anche se non conoscevo i personaggi, ho riconosciuto atteggiamenti e situazioni, ho pianto quando i militari hanno distrutto il sogno, e riso quando ho saputo che comunque, è servito a quello che era il suo fine ultimo.

Se non l’avete visto ve lo consiglio, se l’avete visto, ditemi cosa ne pensate, ne sono curiosa.

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La sconfitta è uno stato mentale: nessuno viene mai sconfitto, a meno che non abbia accettato la sconfitta come una realtà.

 

Words and Pictures (2013)

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Questa settimana ho letto su facebook che qualcuno aveva visto Words and Pictures, con Clive Owen e Juliette Binoche, e mi sono incuriosita, l’ho visto su rayplay e mi è proprio piaciuto. Un film che fa riflettere sull’importanza delle parole e delle immagini.

la bestia è in noi

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Molti, quando parlo della bestia, si irrigidiscono e dicono “io non sono una bestia, io sono una persona educata”, martedì al nostro prossimo incontro di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, vedremo come in realtà la bestia è un archetipo che si può trovare in ognuno di noi.

confusione di ruoli

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Una delle cause più importanti, secondo la mia esperienza personale e come coach la più importante in assoluto, della maggior parte dei problemi relazionali che troviamo in tutti i nostri rapporti è quella che possiamo chiamare “la confusione di ruoli”.