Letargo

11 Jan 22

Per me l’inizio di quest’anno è stato difficile, sono stata male fisicamente, prima con una pesante influenza e poi con quella che sembrava una intossicazione alimentare, non ho avuto febbre ma sono stata la maggior parte del tempo a letto.

Il fatto è che, se avessi avuto la febbre, almeno avrei dormito, invece sono stata a letto con il corpo a pezzi ma la testa che funzionava perfettamente, e non si fermava mai, continuavo a pensare a tutte le cose che volevo fare, che dovevo fare, che non potevo fare.

Un po’ come dal 2020, un po’ per paura del covid e un po’ per le restrizioni che i diversi governi ci hanno imposto per arginarlo, la maggior parte di noi passa molto più tempo a pensare cosa vorrebbe fare o potrebbe fare, più che a fare veramente delle cose.

È come se fossimo in una specie di letargo, con la differenza che, come con la febbre, nel letargo potremo spegnere il cervello, invece, in questo momento la nostra mente va avanti a fantasticare e la frustrazione aumenta, per alcuni si trasforma in tristezza e per altri in rabbia.

Il problema è che dai pensieri si attivano le emozioni e, non potendo “fare” la maggior parte delle cose che vorremmo fare, quelle emozioni si accumulano e possono ingigantirsi se non facciamo niente per fermarle.

La buona notizia è che, anche se non possiamo andare veramente in letargo, possiamo approfittare per lavorare sul nostro realismo, possiamo abbassare le nostre pretese e le nostre aspettative nei nostri confronti e nei confronti degli altri, e possiamo essere più carini con noi stessi, coltivare le emozioni positive, la serenità, la calma e la empatia.

 Il mio invito possitivo di oggi è proprio a abbassare le nostre aspettative, a prenderci del tempo, dello spazio, a ridurre la pressione, per poter riprendere il controllo edelle nostre vite, di quello che possiamo controllare, per poco che sia. Che ne dite? Vi va?

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Non puoi evitare che tristezza e paura ti volino attorno; quello che puoi evitare è che si costruiscano un nido nella tua testa.

 

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