le orme di Dio
Dicono che quando moriamo abbiamo la possibilità di rivedere tutta la nostra vita, quello che abbiamo fatto e non fatto, quello che abbiamo detto o non detto, quello che abbiamo vissuto o non vissuto per poter trarre le nostre conclusioni e imparare qualcosa prima di reincarnare di nuovo.
Dicono che c’era una volta un uomo buono che, quando morì, arrivò alle porte del cielo e si trovò di fronte a Dio che gli offrì di dare un occhiata alla sua vita, accettò curioso ma anche un po’ arrabbiato perchè spesso si era sentito abbandonato.
Allora videro, come in un libro aperto, tutta la sua vita: gli eventi significativi, l’amore, il dolore, gli incontri, gli scontri, le ferite, le difficoltà, le gioie, ciò che era stato fatto, ciò che era rimasto in sospeso, e così via. Tutto il percorso della sua vita e le orme che aveva lasciato.
Quando ebbero finito, l’uomo disse a Dio:
— Ho una domanda da farti. Ho notato che in alcuni tratti del cammino ci sono quattro impronte, e questo mi fa pensare che camminassi al mio fianco. Ma, non so quanto stranamente, nei tratti più difficili, in quelli in cui ero caduto, soffrivo profondamente o cercavo di affrontare problemi senza quasi più forze, c’erano solo due impronte. La mia domanda è: perché mi hai lasciato solo in quei momenti?
Al che Dio, sorridendo, rispose:
— Non ti ho mai lasciato solo. Anzi, in quei momenti ti portavo in braccio.
La prossima persona che incontrerai in cielo (2019)
Questa settimana ho finito La prossima persona che incontrerai in cielo di Mitch Albom del 2019, la continuazione di Le cinque persone che incontrerai in cielo, e mi è piaciuto tanto quanto il precedente.
Manuale di sopravvivenza.. (2022)
Questo mese mi sono imbattuta nel libro Manuale di sopravvivenza per esseri umani che si sentono alieni di Matteo Gracis, un titolo molto interessante e attrattivo per una scettica come me che si chiede spesso dove sta andando il mondo, e non mi ha delusa per niente.





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