la trappola della comodità

Dicono che c’era una volta un professore amato da tutti i suoi studenti, non era il più compassionevole, nè il più delicato ma ci teneva a loro, e cercava sempre di aiutarli anche se a volte non lo faceva nel modo in cui loro avrebbero voluto. Raccontano che un giorno due ragazzi si lamentò della vita da studenti.

– Credete che la vostra vita sia dura? Mi fate ridere – disse e tutti i ragazzi si zittirono per ascoltarlo, perchè sapevano che le sue parole, anche se non erano sempre dolci e carine, erano sempre giuste. – Voi non sapete cosa vuol dire una vita dura. Non é colpa vostra ma è così. Siete nati in questo momento storico in cui il Dio comodità è venerato da tutte le istituzioni, dalla famiglia allo stato e pretende dei sacrifici enormi che tutti danno per normali.

– Credete che la vostra vita “da studenti” sia dura? Tutto quello che dovete studiare, gli esami, le interrogazioni programmate, il poco tempo da dedicare agli amici e i problemi sentimentali. Tutto questo è solo l’inizio e può solo peggiorare. Dovrete lavorare molto, avrete sempre meno tempo, e i problemi sentimentali diventeranno ancora più complicati.

– Credete che nessuno vi capisca e che a nessuno importi di voi. È vero, in questo mondo dedicato al Dio Comodità, a nessuno frega niente di nessuno perchè la comodità presuppone che qualcuno faccia il lavoro o lo sforzo che non vogliamo fare noi.

– E non solo, il Dio Comodità è un Dio subdolo, ci fa volere sempre  sempre di più, ci fa rifiutare qualsiasi sforzo e ogni difficoltà da cui potremmo uscire più forti.

– La buona notizia è che c’è una sola scappattoia. Il Dio comodità ha già tanti sudditi e non gli interessa se qualcuno non lo adora… Se smettete di fargli sacrifici non si arrabbiaerà e non andrà contro di voi, se fate quel che veramente volete, vi lascerà godere la vita come vi meritate.

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Da qualche parte tra questo pianeta e la luna, il basso si trasforma in alto e l’alto in basso.

Jostein GaarderJostein GaarderC'è nessuno?

 

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