la tovaglia delle feste

Dicono che c’era una volta una nonna che aspettava ogni anno l’arrivo del giorno di  Natale per vedere tutta la sua famiglia riunita. Preparava l’albero, il presepe, la cena, e i regali e poi si sedeva ad aspettare che arrivassero i suoi figli con mogli e nipoti.

I primi ad arrivare furono il figlio più grande, sua moglie e i loro due gemelli di due anni. Come arrivarono finì la pace, i bambini facevano molto chiasso e non bastavano due occhi per starli dietro, si vedeva bene negli occhi stanchi dei loro genitori.

Poi arrivaron il figlio di mezzo, sua moglie e il loro bebè. Era troppo piccolo per creare confusione come i cuginetti,  ma quando era ora della pappa le sue urla erano forti e chiare. Anche il secondo figlio e sua moglie erano provati, il bambino era troppo piccolo, lavoravano entrambi e non ricordavano l’ultima volta che erano usciti una sera.

Quando arrivavano dalla nonna, la sua pace contagiava tutti. Lì sapevano che potevano rilassarsi, togliere le scarpe e mettere dei calzettoni e lasciare che, per qualche ora, ci pensasse a tutto lei.

Quando arrivò il figlio più piccolo, con la sua nuova fidanzata, tutti si girarono a guardarla. I fratelli notarono quanto era bella, le mogli quanto era elegante e, mentre si sedevano a tavola tutti gli occhi erano su di lei. Erano tutti così rilassati che lei sembrava troppo per loro.

Aprirono una bottiglia, versarono il vino, e la nuova fidanzata lo fece cadere sulla bellissima tovaglia rossa delle feste. Guardò la nonna con occhi colpevoli, come chiedendo scusa. Ma lei le disse:

– Non ti preoccupare. Non è niente. È la tovaglia delle feste, perciò è piena di “ricordi”, come questo, di quello che abbiamo mangiato e di quello che abbiamo bevuto. Non dico che dobbiamo maltrattarla e farci dei segni apposta, ma possiamo apprezzarla non ostante i segni dell’età, come, secondo me, dovremmo apprezzare le nostre rughe e i nostri capelli bianchi perchè sono la dimostrazione di quel che abbiamo vissuto e condiviso. Ora questa tovaglia parlerà anche di te.

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Praticate la gentilezza verso voi stessi e gli altri ogni volta che vi è possibile. Desistete dal bisogno di aver ragione e di vincere e optate invece per essere gentili: ben presto conoscerete la gioia della pace interiore.

Wayne W DyerWayne W DyerInventarsi la vita

 

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