la strada maledetta

Dicono che c’era una volta una piccola capretta curiosa e golosa che si era persa dalla sua mamma e dal suo gregge saltando su e giù nelle collinette vicine alla fattoria in cui abitava. All’inizio ebbe paura ma presto vidde, dall’altro lato di un fiumiciattolo, le altre capre che pascolvano in lontananza e corse da loro.

Corse da loro come corrono le caprette, saltellando in zig zag, su e giù, evitando ostacoli e, passando, spostò alcuni cespugli facendo un piccolo sentiero. Siccome da lassù vedeva tutto, iniziò ad andarci un po’ ogni tanto, dalla fattoria ai pascoli, e così il sentiero diventò sempre più largo.

Il cane della fattoria iniziò a seguirla per riportarla indietro, e così diventò ancora più largo. E poi la inseguirono altre capre e persino le pecore, tutte insieme, facendo diventare quel cammino una mulattiera da cui iniziarono a transitare uomini e persino carri, e costruirono persino un ponte per superare il ruscello.

Ogni persona che lo attraversava si lamentava perchè era difficile e pieno di ostacoli, tanto che finirono per chiamarlo la strada maledetta, ma continuavano a usarlo convinti che fosse la strada migliore, anzi l’unica, che fosse stata scelta da menti brillanti e che fossero stati presi in considerazione tutti gli aspetti possibili.

Per anni nessuno si chiese se ci fosse un’altro modo per raggiungere l’altro lato, fino a quando un ragazzino ribelle che aveva litigato col padre, decise di cercare percorso alternativo e lo trovò poche centinaia di metri più in là, ma non lo disse a nessuno.

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