la pizza e il diluvio

21 Mar 22

Dicono che c’era una volta un ragazzo che, per aiutare un po’ incasa non chiedendo soldi aiu suoi, si era messo a lavorare come fattorino in bici. Era un lavoro facile, poteva farlo nel suo tempo libero, doveva solo pedalare e adorava la bici perciò era molto felice.

Normalmente pedavalva felice, spensierato, immaginando cosa avrebbe fatto con i soldini guadagnati, attento al traffico e ai passanti, curioso e sereno. Tranne quando pioveva, aveva sempre paura di cadere, di arrivare in ritardo, di creare problemi ai clienti o al suo capo.

Una sera che diluviava, arrivò con una pizza in una casetta appena fuori città, tirando fuori il cartone e rendendosi conto di come era messo, guardò il cliente con la testa bassa, dispiaciuto perché nonostante il suo zaino (quelli a forma di cubo) pioveva troppo e un po’ d’acqua era entrata comunque. Si aspettava un rimprovero e un feedback negativo sull’app, ma si stupì quando l’uomo gli disse sorridendo:

– Grazie – disse – Mi hai appena ricordato una scena di molti anni fa, dove il porta pizze ero io. Con il mio cinquantino avevo attraversato mezza città, diluviava, arrivato a destinazione dovette fare 7 piani di scale senza ascensore, portando 8 pizze (una sopra all’altra). Arrivato in cima, la proprietaria di casa mi disse che pagava con i buoni pasto, senza darmi un centesimo di mancia, ed incazzandosi con me per il ritardo e le pizze bagnate.

Il ragazzo non capiva bene ma guardava curioso il tipo che continuò.

– Grazie, grazie, grazie – disse – grazie della pizza, grazie della corsa che hai fatto sotto la pioggia e che non ho dovuto fare io, ma soprattutto grazie di quest’opportunità di chiudere un cerchio facendo il bene dove mi fu fatto del male. – aggiunse dandogli una mancia di cinque euro, molto più di quanto avesse mai preso.

– Non ti preoccupare, a volte capitano cose sul lavoro sulle quali non possiamo davvero farci nulla, ma il solo fatto che tu sia arrivato in orario e che tu sia dispiaciuto per me è motivo di premio. E la pizza – disse aprendo la scatola, sembra buona e non è per niente rovinata.

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