la palestra della vita

Vi ricordate che qualche settimana fa abbiamo parlato dell’università del traffico, ovvero, la possibilità di sfruttare il tempo “perso” per studiare o per leggere e fare qualcosa che ci renda più saggi, oggi voglio parlare di un’altra possibilità che molti perdono, quella di allenarci con cose di poco conto.

Ho scritto questo post pensando ad una mia carissima amica che, qualche giorno fa, dopo una serie di scambi di messaggi in un gruppo di whatsap mi ha scritto in privato, io quasi quasi mi tolgo dal gruppo.

Credo che sarebbe un peccato togliersi dal gruppo, in realtà anche io ho dei gruppi da cui ogni tanto penso di togliermi, ma non lo faccio perchè sono la mia palestra. Una palestra con i tre elementi che ci sono in quasi tutte le palestre: gli attrezzi e lo spazio in cui esercitarci, che ci richiede uno sforzo, gli specchi per vedere come stai andando e le altre persone che si allenano insieme a noi.

Vi chiedete come fa un gruppo di whatsapp ad essere una palestra? Per me, i gruppi di whatsap sono palestre per la nostra consapevolezza. Diciamo che uno va in palestra per migliorare il proprio corpo, la propria forma fisica, usa gli attrezzi per esercitare i muscoli e rinforzarli, per essere meglio preparato per la vita di tutti i giorni.

Nei gruppi di whatsapp abbiamo la possibilità di capire e migliorare la nostra forma psicoemotiva, la nostra capacità di reagire agli stimoli esterni ed interni in maniera più funzionale. Ogni messaggio, che sia piacevole e siamo d’accordo o che ci dia fastidio perchè siamo in disaccordo ci da la possibilità di vedere il nostro stato inetriore, come in un piccolo specchietto, ae ci fanno innervosire è perchè abbiamo i nervi a fior di pelle e se ci fanno sentire superiori o inferiori è perchè così ci sentiamo anche fuori dal gruppo.

La buona notizia è che possiamo usare il gruppo per allenarci, per migliorare il nostro stato, per concentrarci sulle debolezze che abbiamo appena notato, per rinforzarci ed essere più felici e funzionali, in ogni ORA. E, se v’è bisogno si può anche chiedere aiuto ad un coach.

 Il mio invito possitivo di oggi è proprio a responsabilizzarci di tutto quello che vediamo allo specchio della vita e di sfruttare queste interazioni a cui potremmo facilmente rinunciare, in questo caso lasciando i gruppi perchè ci importano poco. Che ne dite? Vi va?

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