formazione non scolastica

Per quanto riguarda la scuola della vita, spesso penso al testo di Coelho “Le cose che ho imparato nella vita“, anche se io la racconto un po’ diversamente:

  • mi sono specializzata in pazienza, chi l’avrebbe detto!, mia madre spesso mi guarda stranita perchè non mi riconosce, io ero una che perdeva le staffe spesso e volentieri, quando le cose non erano come credevo dovrebbero essere. Adesso ho imparato che la pazienza è sempre l’arma migliore, contare da 10 fino a 0, fare un respiro e un Ohm… ci salvano da reazioni che spesso poi diventano rimpianti.
  • ho preso anche un diploma virtuale in gratitudine, dopo che ho letto il libro The magic di Rhonda Byrne, anche se sono sempre stata la tipica bambina ipereducata, e da grande, conosciuta perchè dicevo spesso grazie, il diploma arriva quando impari a trovare qualcosa di cui essere grato anche nelle cose che non ti piacciono, nelle giornate grigie, negli addii.
  • ho imparato che non possiamo vedere la realtà com’è ma come solo come la interpretiamo, che ci mettiamo del nostro, e che, a seconda di come ci sentiamo in ogni momento, ci mettiamo gioie o dolori, e il mondo può diventare un paradiso o un inferno, e ho imparato quanto è semplice modificare quello che vediamo, allenandossi un po’.
  • ho imparato il perdono, soprattutto con il corso in miracoli, e che fa più bene a chi perdona che a chi viene perdonato, perciò perdono tutto e tutti subito, senza perdere tempo a decidere se il fatto è perdonabile o meno. Chiaramente, se mi hai derubata potrei non prestarti più soldi, ma ti perdono e non me la prendo con te, come non me la prendo con il fuoco perchè bruccia.
  • ho imparato che nessuno può renderci felici o tristi, che solo noi abbiamo questo potere, perciò ho smesso di colpevolizzare gli altri per i miei problemi e sentirmi responsabile io dei loro… non è che con questa consapevolezza sia diventato tutto rose e fiori, ma sicuramente molto più sereno e possibilista.
  • e la cosa più importante… per il mio mestiere, ho imparato che non si può aiutare chi non vuole essere aiutato, e che oltre a volerlo i risultati migliorano quando l’aiuto viene chiesto. Perchè, nell’aiuto, viene offerta una soluzione ma, spesso c’è una parte di “lavoro”, di “cambiamento”, di “impegno” che deve essere preso dalla persona che lo riceve. E non sempre è pronta per fare la sua parte.

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