la mappa

27 Dec 21

Dicono che c’era una volta una tribù che abitava in un piccolo paesino vicino al fiume delle Ammazzoni che inviò un esploratore a scoprire tutto del fiume, per capire dove c’erano piante e animali e dove potevano proteggersi in caso di attacchi  di altre tribù.

Dopo alcuni mesi in cui non si ebbero sue notizie, l’esploratore tornò dalla sua gente, tutti erano ansiosi di sapere tutto del Rio delle Amazzoni. Avevano miglioni di domande, gli prepararono una grande cena e si riunirono attorno al fuoco.

Cercò di rispondere a tutte le domande ma si rendeva conto di quanto fosse difficile esprimere con le parole i sentimenti che avevano invaso il suo cuore nel vedere fiori di strabiliante bellezza e nell’udire i suoni della foresta di notte?

Non sapeva come comunicare tutto ciò che aveva provato nel suo cuore nell’avvertire il pericolo delle belve o nel condurre la sua canoa per le acque infide del fiume?

– Dovete venire a vedere il fiume voi stessi. Niente può sostituire il rischio e l’esperienza personale. Io posso raccontarvi tutto ma non sarà mai lo stesso, altri dovrebbero sapere. Anzi, dovete andarci anche da soli, adesso vi traccierò una mappa del Rio delle Amazzoni per guidarvi.

Tutti si avvicinarono e lo osservarono mentre disegnava ogni angolo del fiume e scriveva com’era, cosa aveva trovato e cosa aveva pensato o sentito. Poi, il capo prese la mappa, l’incorniciò e l’appesero in municipio.

Molti  fecero delle copie personali. E chiunque aveva una copia si considerava un esperto del Rio delle Amazzoni. Non conosceva forse ogni svolta e curva del fiume, e quanto era largo e profondo, e dov’erano le rapide e dove le cascate?

L’esploratore visse nel rimpianto di aver tracciato quella mappa. Sarebbe stato meglio se non avesse disegnato nulla.

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Per assurdo, meno ti soffermi sull’obiettivo finale e più presto ci arriverai. Se tieni un occhio sempre fisso sulla destinazione, te ne rimane solamente uno per guidarti lungo il viaggio.

 

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