la libertà di espressione

In questi ultimi anni di boom dei social media, molti dicono che con questi mezzi l’intelligenza è diminuita, altri che era già bassa ma non lo si vedeva. Ognuno può dire la sua e arrivare a migliaia di persone, dai politici all’ultimo arrivato come la signora di “non c’è coviddi”.

 Molti chiedono qualche tipo di prova di accesso, dicono che non tutti dovrebbero avere quell’enorme potere di diffusione delle loro idee. Chiedono un qualche tipo di controllo o di censura. Perchè la così detta libertà di parola o di opinione deve essere limitata.

Ma io mi chiedo e vi chiedo: siamo sicuri di voler limitare la nostra libertà di parola? Siamo sicuri che l’unica soluzione sia zittire chi dice quello che pensa quando è molto lontano da quello che diciamo noi?

Perchè, alla fine, mi sembra che questo COVID, di cui ho parlato fin troppe volte, una cosa terribile ci ha portato ed è l’aumento di quel senso di superiorità e della presunzione di avere in mano l’unica verità e che gli altri (chi non la pensa come noi) siano, come minimo, da insultare sui social.

Chi crede che tutto quello che ci hanno detto sia vero diventa un “covidiota” e chi fa domande “negazionista”, ho letto persino che chi critica l’informazione sul covid è un terrapiattista, anche se ancora non capisco il nesso.

Ed entrambi i gruppi sono così sicuri che non vogliono sentire, di confrontare i dati non se ne parla, perchè se qualcosa va contro la mia verità è falsa.

Il mio invito possitivo di oggi è a provare ad ascoltare chi ha idee diverse dalle nostre, andare oltre ogni insulto e tutto il disprezzo che dimostrano nei nostri confronti, se necessario, per scovare i pezzi di puzzle che hanno in mano.

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