la bicicletta

19 Apr 21

Dicono che c’era una volta un piccolo popolo che abitava isolato in mezzo alle montagne, molto lontano da tutto e da tutti. Erano persone semplici e collegate alla terra, ai suoi ritmi e ai suoi cicli, ma avevano pochi contatti con l’esterno e pochissima tecnologia.

Un giorno un giovane decise di andare a scoprire il mondo, in qualche modo sentiva che da qualche parte potevano essere delle cose diverse, nuove, meravigliose, che i suoi avi non conoscevano. Quando arrivò alla città più vicina sentì che la sua immaginazione non avrebbe potuto mai inventare tutto quello.

Guardava con stupore le macchine, i mezzi di trasporto, la medicina, i libri, gli sembrava roba magica. Avrebbe voluto mostrare tutto ai suoi familiari, condividere quella gioia con loro. Ma potè portare un piccolo regalo, un accenno di tutto quello… una bicicleta.

 Quando arrivò e diede la bici al capo, promettendo che sarebbe stata di aiuto per spostarsi comodamente e velocemente, cercò di spiegargli come si usava ma lui disse, “È ovvio, cosa pensi, che sia stupido? io sono il capo e non ho bisogno di spiegazioni.” Infatti aveva capito che doveva sedersi ma non che doveva mettere i piedi nei pedali, perciò iniziò a camminare, da seduto, con le gambe molto aperte per non colpire i pedali, per non farsi male. Era difficile e doloroso, ma lui era testardo e continuava a rifiutare le spiegazioni che gli offriva il giovane.

 Andò avanti così per un po’, non era tanto veloce o divertente come promesso ma aveva il fascino della novità e tutti la volevano, ma una sera, quando la moglie vide le sue gambe piene di lividi lo obbligò ad andare dal giovane che gli spiegò in cosa stava sbagliando. Da quel momento riuscì a godere del suo regalo come era stato inteso da chi gliel’aveva regalato.

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Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

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