ingredienti

08 Dec 20

L‘altro giorno, in una sessione di coaching, parlando di una delle nostre frasi mantra, “non puoi cambiare le persone, ma puoi cambiare persone” siamo arrivate ad una metafora interessante, possiamo pensare alle persone come ingredienti e alle relazioni come delle ricette.

Parlavamo del fatto che, nelle nostre relazioni, spesso abbiamo delle aspettative sugli altri che rimangono insoddisfatte permanentemente, e ci ostiniamo a dare delle colpe, a loro o a noi stessi perchè le cose non stanno come dovrebbero.

Con la consapevolezza possiamo comprendere che le persone sono come sono e che non sempre possono scegliere di fare quello che noi crediamo che dovrebbero fare, a volte perchè non sono d’accordo su quello che devono fare, altre perchè non riescono proprio. Come il sale non può addolcire o lo zucchero non può salare.

Il bello di questa metafora è che, se pensiamo ad alcuni ingredienti, le spezie per esempio, possono cambiare completamente il gusto di una pietanza, per la loro interazione, esaltando o attenuandolo. Lo stesso vale per le persone. Alcune esaltano alcune nostre caratteristiche e attenuano altre. Se ci rendiamo consapevoli possiamo usare questi effetti perconoscere meglio noi stessi, i nostri punti forti e deboli, e per scegliere meglio le persone con cui relazionarci e cosa aspettiarci da loro.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a vederci come cuochi, e come ingredienti allo stesso tempo, a capire che le persone sono come sono, che spesso aggiscono come aggiscono perchè hanno bisogno di farlo, che, quando chiediamo a qualcuno di smettere di fare qualcosa che ci fa stare male, e non lo fa, non sempre è perchè non vuole, e in quei casi il nostro potere è quello di usare quelle persone solo per le ricette per cui sono adatte. Vi va?

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La felicità significa non lamentarsi di quello per cui non c'è niente da fare. Le lamentele sono il rifugio di coloro che non hanno fiducia in se stessi.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

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