imparare dal coronavirus

Qualque giorno fa, su facebook, un carissimo amico ha lanciato una domanda su cosa abbiamo imparato dal coronavirus. La domanda era aperta a tutti, ma mi ha detto che aveva un interesse particolarte per la mia opinione, perciò ci ho pensato un po’ e questa è la mia risposta.

In realtà, più che di cose che abbiamo imparato personalmente preferisco parlare di cose che potremmo imparare, come singoli individui, volendo, perchè non credo sarà automatico e non credo sarà lo stesso per tutti.

Per esempio, potremmo imparare molto sulle priorità, le nostre e quelle delle persone che conosciamo. Sicuramente abbiamo tempo per pensare se le nostre azioni riflettono le nostre priorità o c’è un divario fra quel che pensiamo e quel che facciamo. E per pensare se vogliamo cambiare questo o come farlo.

Potremmo anche imparare molto sui punti deboli, nostri, delle persone che conosciamo, delle istituzioni a cui deleghiamo molte cose. Questa crisi sta mettendo sotto pressione tutti e chi più, chi meno sta tirando fuori in alcuni momenti il suo peggio, ognuno come risposta a quello che gli fa male, tutti se la prendono con i runners, con chi ha il cane o con chi non ha la mascherina, ma non tutti per lo stesso motivo, alcuni per paura, altri per invidia. Potremo capire qual è il problema e lavorarci.

Potremmo anche imparare molto sui veri bisogni, su tutte le cose che non abbiamo nemmeno cercato di fare in questo momento di privazioni, potremmo aprofittare per fare pulizie e smettere di fare tutte le cose inutili che facevamo prima. 

Potremmo anche imparare molto (e qui mi fermo per questione di spazio) sulla gratitudine, potremo imparare ad essere grati per quel che avevamo e abbiamo perso, per quel che abbiamo ancora e per quel che riavremo.

Infatti, il mio invito è proprio a lavorare su questo, se imparassimo ad essere più grati e meno giudicanti, tutto sarebbe valso la pena. Che ne dite? Proviamo? Vi va?

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Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

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