il vaso vuoto

Dicono che c’era una volta, un giovane operaio che viveva in un regno d’oriente. Lavorava il rame, fabbricava magnifici utensili che vendeva al mercato. Era felice e l’unica cosa che ancora gli mancava era trovare la donna della sua vita.

Un giorno, un messaggero venne ad annunciare che il re voleva maritare la propria figlia al giovane suddito che avesse dimostrato di meritarlo. Nel giorno convenuto, il giovane si recò al castello dove trovò parecchie centinaia di giovani pretendenti.

Il re li guardò tutti e chiese al suo ciambellano di consegnare ad ognuno di loro cinque semi di fiori, poi disse di tornare a primavera portando con sè un vaso con i fiori sbocciati dai semi che avevano ricevuto. Tang piantò i semi e li curò al meglio, ma non accadde nulla.

Niente germogli, niente fiori. Alla data fissata il giovane prese il suo vaso senza fiori e partì per il castello. Centinaia di altri pretendenti portavano vasi pieni di fiori meravogliosi e si prendevano gioco di lui e del suo vaso di terra senza fiori. A quel punto il re chiese che ciascun pretendente sfilasse davanti a lui presentando il proprio vaso. Un pò intimidito, quando giunse al cospetto del re disse: “Non è germogliato alcun seme, Vostra Maestà”, disse. Il re gli rispose: “Bene, resta qui vicino a me.”

Quando tutti ebbero sfilato il re annunciò che il vincitore era il giovane con il vaso vuoto. Alle proteste generalizzate rispose:

– Zitti vigliacchi! Non fatemi innervosire o dovrò punirvi. Avete tutti barato e avete cercato di ingannarmi. I semi che vi ho dato sono di bambu giapponese, non fanno uscire dalla terra nemmeno un germoglio per sette anni, tutti voi che avete portato vasi con fiori e piante suntuose li avete cambiati e questo dimostra che non siete il tipo di persona a cui voglio affidare il mio regno.

E fece travasare i semi che il giovane continuò a coltivare perchè tutti ricordassero l’importanza dell’onestà e del non arrendersi.

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