il salto quantico

Molti coach e guru amano parlare di salti quantici, spesso li dipingono come qualcosa di complicato, di strano, di magico, quasi irragiungibile per molti. Secondo me il salto quantico è qualcosa di semplice (che non vuol dire facile) e ve ne parlerò al prossimo incontro di facciamo pace.

Il concetto nasce nella meccanica quantistica, come il passaggio repentino di un sistema da uno stato quantico ad un altro. Si parla di “salto” perchè è discontinuo, vale a dire che non attraversa un continuo di stati intermedi. Il fenomeno non è previsto dalla teoria fisica classica, in cui si assumono grandezze continue.

Quando lo usiamo in coaching si riferisce ad un cambiamento di paradigma, il salto da un paradigma vecchio e che ci dava sicurezza ad uno nuovo che ci darà potere. Secondo me tutti siamo pronti, ma ci serve qualcuno che ci spieghi come fare e, possibilmente, ci accompagni per un po’.

 Per poter fare questo salto dobbiamo, come nella meccanica quantistica, saltare, e saltare significa per forza rimanere per un attimo senza nessun appoggio, senza quella sicurezza anche se ancora non abbiamo il potere. E questo fa paura.

La buona notizia è che, oltre alla paura, ci sono anche altre due emozioni potentissime, la sofferenza e la frustrazione che possono sembrare “negative”, contro di noi, ma in realtà servono proprio a farci disperare, a farci capire quanto poco comfortevole sia la zona di comfort e aumentano fino a quando non sono più forti delle nostre paure.

Se vi incuriosice, vi aspettiamo!

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