il nemico comune

Una delle strategie che uso spesso quando faccio mediazione è la ricerca del nemico comune. Perchè se, o quando, riusciamo a trovare un nemico “esterno” comune, i problemi “interni” diventano meno importanti e si può coltivare quello che hanno in comune invece di quello che li separa. Come nei film, anche nella realtà, le cose che ci sembrano importanti in periodi di pace, spariscono in situazioni di guerra o di crisi, i rancori tra fratelli spariscono se uno dei due si ammala, le competizioni fra colleghi svaniscono quando arriva un nuovo capo stronzo, e tutta la squadra aiuta il capo quando dopo un’acquisizione le alte sfere cercano di farlo fuori.

Quando apparteniamo ad un gruppo, che sia la famiglia, il gruppo di colleghi, o l’azienda, abbiamo sempre delle aspettative su come dovrebbe comportarsi il gruppo che non si avverano. In questo caso, si creano i conflitti di cui abbiamo già parlato in un’altro post, e, facilmente daremo la colpa agli altri, ignorando quello che ci unisce e prestando più attenzione a quello che sentiamo come una minaccia. Dimentichiamo qual’era l’obiettivo comune, iniziano rivalità e ripicche…  La nostra mente rimescola i ricordi per dimostrare quello che crede. Quando troviamo un conflitto famigliare (o di un qualsiasi gruppo) ci sono delle storie che la mente rivive ogni volta e che aggravano le conclusioni che avevano creato il conflitto. Ma nei ricordi non ci sono le situazioni com’erano, ci sono le nostre percezioni che sono condizionate dalle nostre emozioni.

Ma, quando qualcuno del nostro gruppo è minacciato, sentiamo di esserlo anche noi, e tutto cambia. Il nostro istinto di appartenenza si mischia a quello di sopravvivenza e possiamo trovare dentro di noi delle risorse che prima non ci servivano. Il gruppo serve proprio a questo, ma questa sua potenzialità si attiva solo quando viene attaccato. Perchè la nostra mente è stratificata e si riorganizza molto veloce e facilmente.

Sapendo questo, possiamo sfruttarlo, possiamo cercare un nemico comune, che potrebbe essere qualcosa che nessuno vuole o persino il tempo, e possiamo richiamare e riscriviere i ricordi, possiamo liberarci dalla schiavitù delle emozioni e riprendere il controllo della nostra vita e scegliere come vogliamo vivere la nostra vita e le nostre relazioni, cosa ne pensate? vi è mai capitato una situazione simile?

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