Il diritto di contare (2016)

26 Jul 18

Oggi voglio parlarvi di uno di quei film con cui ho pianto dalla prima all’ultima scena, perchè è basato su una storia vera, perchè è una storia di donne, di meritocrazia e di regole ossolete infrante per progredire. In Italia è stato tradotto come Il diritto di contare. Un film, come dicono all’inizio della pellicola, sul diritto di vivere l’impossibile.

Il film racconta la storia di come, nella Virginia segregazionista degli anni Sessanta, tre scienziate afro-americane hanno rivoluzionato gli studi alla NASA. Contro tutte le barriere, le pretese, i protocoli, le procedure e le regole. In un momento storico in cui uffici, toilette, mense, sale d’attesa, bus sono rigorosamente separati. Da una parte ci sono i bianchi, dall’altra ci sono i neri. Per ottenere dei risultati, alcuni uomini con una visione e una missione decidono di sconvolgere tutte le regole per ottenere il loro obiettivo.

È una di quelle storie vere che sembrano inventate, una storia sulle persone speciali che si sono trovate nel posto giusto nel momento giusto, con la passione, la fiducia nelle proprie possibilità e capacità, e la giusta dose di follia, di coraggio.

Ma anche sulle persone intelligenti che hanno dato loro la possibilità di fare del loro meglio, anche se erano donne, anche se erano di colore, anche se non si era mai fatto prima, anche se tutti gli .

E su tutti gli altri, che non riescono a vedere la possibilità di cambiamento fino a quando non ce l’hanno proprio davanti agli occhi. Non hanno il coraggio di dire che la pensano diversamente. Sono in preda alla paura travestita di orgoglio.

Un film sull’importanza di essere i primi, i primi a fare qualcosa che nessuno aveva mai pensato, ipotizzato, immaginato, per risolvere i problemi nuovi, che non ci eravamo mai posti. Perchè questo vuol dire evolvere, progredire…

Lo avete visto? Vi è piaciuto? Se no, ve lo consiglio…

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