il demone della paura

La settimana scorsa abbiamo parlato del demone della colpa, molto legato alla tradizione occidentale e ai nostri tempi, oggi voglio parlarvi di un’altro demone, quello della paura, che è uno dei più universali.

Il demone della paura può essere molto forte, e immovilizzante. I suoi discorsi hanno normalmente delle variazioni perchè ognuno, in ogni momento, può avere una o più paure, ma normalmente sono legati alla possibilità di perdere qualcosa. Alla base sta sempre la paura della morte, del dolore, della sofferenza.

Il demone della paura spesso ci fa sentire attaccati e credere di dover difenderci. Classifica qualsiasi situazione come “pericolosa” per poter giustificare la sua esistenza

Ma la cosa più pericolosa è che, giocando con il concetto di “male minore” può indurci a fare dei sacrifici inutili o esagerati. Come la lupa che si stacca la gamba, rimasta incastrata in una trapola, per salvare la vita.

Anche questo demone sta dietro a molte istituzioni oggi, iniziando dalla famiglia, già che i più grandi usano la paura per sottomettere i piccoli prima che diventino giovani e possano ribellarsi, come nella storia dell’elefante legato a un piccolo paletto.

La cosa più terribile della colpa è che ci fa immaginare numerosi pericoli, di cui la maggior parte non si avvereranno mai, e che, per allontanarci da loro, ci fa perdere un sacco di opportunità di essere noi stessi, di gioire o di imparare qualcosa importante per noi.

Il mio invito possitivo di oggi è quello di cercare sempre di capire cosa ci ferma e, quando é la paura, guardarla in faccia e non permetterle di allontanarci dai nostri sogni. Gestire il pericolo come un rischio. Vi va?

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