il colore predominante

Per molti di quelli che giustificano i loro atteggiamento negativi come reazione a quello degli altri, il mondo è tutto di un solo colore, quello della “maggioranza“, dicono frasi tupo “le donne non sanno cosa vogliono”, “gli uomini vogliono solo sesso” o “non ci sono più valori”.

Non capiscono che siamo noi a trovare sempre le persone che, anche se spesso inconsapevolmente e involontariamente, stiamo cercando, per continuare a pensare come pensiamo e non dover fare lo sforzo di cambiare idea. O peggio, per non dover ammettere di aver sbagliato.

Il fatto è che questo ci chiude molte porte. Quelle da cui potremmo uscire a conoscere le persone che vorremmo incontrare. Si torna sempre al preferisci essere felice o avere ragione.

Per spiegarlo bene, graficamente come piace a me, ho pensato di giocare con i colori, possiamo fare un esercizio molto semplice, in due tempi. Prima, alzate lo sguardo e guardatevi attorno. Quale direste che è il colore predominante nella stanza o del luogo in cui vi trovate? Non voglio una risposta “giusta”, si tratta di partire dalla vostra sensazione, se per due persone nello stesso posto ci sono due colori diversi, è ok. Sarebbe utile indicare quali cosa hanno quel colore. Si possono scegliere anche due o tre colori.

Poi, vorrei una lista di altri colori, il più lunga possibile. Colori che si vedono in una percentuale più piccola, incluso minima. Sempre con le indicazioni di cosa ha questo colore.

Il mondo, la gente, ogni persona che incontriamo, tutto quello che possiamo osservare, nella sua complessità, ha mille colori, poche cose sono bianche o nere, o blu, o rosse, normalmente ci sono mille sfumature e se generalizziamo invece di cercare l’individualità… ci perdiamo gran parte del gioco.

Il mio invito possitivo di oggi è a cercare sempre quello che vogliamo nelle pieghe di quella normalità e superficialità che si costruisce con le generalizzazioni. Vi va?

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Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

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