Il buco (2019)

La prima volta che ho visto qualche immagine di questo film, mi ha infastidito. Poi ho visto qualche recensione e ho pensato di guardarlo, andando oltre la superficie e devo dire che tanto le metafore come il simbolismo mi hanno veramente coinvolta...

Un film che è stato paragonato a Parasite, per diversi motivi, per la crudeltà, per la forma in cui parla di privilegi e di come vengono usati. Ma non solo, ci sono riferimenti letterari (al Don Chixote di Cervantes e alla Divina Commedia di Dante), psicologici e religiosi.

Possiamo immaginare sia ambientato in un futuro distopico dove delle persone, alcuni dicono che sono prigioneri ma c’è anche chi va per scelta, perciò mi sembra più un esperimento tipo “grande fratello”, offerto anche ai condannati come alternativa alla prigione. Tutti vengono ospitati in celle disposte in verticale. In ogni cella si trovano due persone e ogni giorno il cibo scende dall’alto, si ferma per qualche minuto e poi scende di nuovo ai piani sotto e non si può trattenere nulla.

I residenti dei livelli superiori possono sfamarsi, sprecano e mangiano più di quanto dovrebbero, mentre a quelli più in basso non arriva niente. Ad ogni mese si cambia livello e non si sa mai dove si andrà.

È così astratto che ognuno può fare una sua lettura, io ho visto una storia sul karma, sulle leggi universali, sulle caste, e anche sulle reincarnazioni, ma anche ho visto un tocco di speranza.

Veramente forte, se non l’avete visto, guardatelo e ditemi cosa ne pensate… Questa volta sono particolarmente curiosa!

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Non puoi evitare che tristezza e paura ti volino attorno; quello che puoi evitare è che si costruiscano un nido nella tua testa.

 

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