i tre livelli del sè

Dicono che c’era una volta un saggio insegnante di filosofia, ammirato da tutti i suoi allievi perchè non insegnava solo la storia dei filosofi, ma anche a pensare. Un giorno, quando arrivò in classe i ragazzi erano particolarmente agitati per una frase letta nel bigliettino di un biscotto della fortuna.

– Prof – disse quello che aveva trovato il bigliettino – è vero che l’anima è la forma più alta di sè?
    – Direi di si, ma probabilmente il significato è diverso di quello che avete capito. Partiamo dal fatto che, per la scuola che potrebbe insegnare quella frase, i livelli sarebbero tre. Vediamo, secondo voi, quale sarebbe il livello più basso? – disse per incitare le loro giovani menti.

– Il corpo – dissero in coro, quasi tutti.
    – Bravi, el il secondo, quello appena superiore? – chiese poi il professore annuendo sorridente.

– La mente? – dissero alcuni, sempre all’unisono ma con l’intonazione da domanda.
    – Bene, – disse incoraggiante per chi aveva parlato e rassicurante con chi preferiva ascoltare – il terzo abbiamo già detto che è l’anima. Ora arriviamo alla domanda più importante. Secondo voi, cosa vuol dire “il più alto”? Non rispondete troppo in fretta, pensateci bene.

– Vuol dire il migliore, il più importante, no? – disse il ragazzo che aveva iniziato il discorso.
    – Ecco, non credo che sia questo il senso, ma grazie di aver condiviso con noi il tuo pensiero. – Disse il professore con un suono e un gesto che aveva imparato da un film di Robin Williams – In realtà, i livelli sono solo diversi, non si possono comparare. Non possiamo dire quale sia il più importante tra il corpo, la mente e l’anima, ognuno è ad un livello diverso e può interaggire con le cose che si trovano a quel livello. Mi seguite?

– Per vivere al meglio dobbiamo imparare ad usarli bene e allenarli tutti e tre. Per esempio, non possiamo mangiare con la mente e, senza cibarci, il gioco è finito. E non possiamo neanche comprendere o accettare i nostri ricordi con il corpo, infatti, quando si prende lui questa responsabilità ci fa ammalare. Per finire, non possiamo avere la prospettiva più elevata senza l’anima. Possiamo dire che l’anima è il più elevato o il più profondo dei livelli, ma non che sia il più importante.

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