gestione del rischio

16 Mar 21

Quando parlo di paura, di come gestirla, di come fare perchè non ci controlli, molti mi dicono che sono una illusa che vive nel mondo del mulino bianco. Non è per niente così, anzi. Non dico che non ci siano problemi ma che aspettarli con paura non è molto funzionale.

Anche perchè spesso abbiamo delle paure contrapposte, che sono quelle che ci bloccano di più, perchè temiamo di attirare sia una situazione che l’opposta e finiamo per “non  vivere” in una specie di limbo. Il modo più funzionale che conosco è creare un sistema di gestione del rischio di vivere, abbinando la parola paura e la parola rischio, per esempio possiamo usare un sistema molto semplice,  basato su quello che si usa per la gestione dei dati per il GDPR:

  • per prima cosa, definiamo tutti i possibili problemi, meglio li definiamo, meglio li guardiamo in faccia e anche in profondità, meglio è, soprattutto per non attirarne uno cercando di sfuggire da un’altro;
  • poi dobbiamo definire bene il danno che farebbe se si avvera la nostra paura e anche la probabilità che questo succeda. Il prodotto di questi due ultimi ci da il valore del livello di rischio;
  • se qualcosa ha un livello di rischio basso, la paura dovrebbe abbassarsi di conseguenza, e se ha un livello alto potremmo prendere azioni preventive per diminuirlo, possiamo lavorare sul danno o sulla probabilità;
  • una volta messe in atto le misure preventive ricominciamo ad analizzare con questo nostro sistema di gestione del rischio la nostra nuova situazione, e lo facciamo fino a quando i rischi saranno bassi, la paura sottocontrollo e …

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a crearci, ORA, e prepararci per manutenere, SEMPRE, un  sistema di questo tipo, all’inizio ci va tanta energia e sforzo ma dopo un po’ diventa quasi automatico e la vita diventa più facile. Che ne dite, vi va?

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