Fino all’osso (2017)

D opo la quarantena, in cui la maggior parte di noi ha preso un po’ di chili, mi sono decisa a vedere Fino all’osso, con Keanu Reeves. Un bellissimo e conmovente film sull’anoressia, come forma di rifiutare il mondo e la vita.

Il film racconta la storia di questa ragazzina ventenne che non ha saputo gestire tutte le cose che sono successe nella sua vita e ha sviluppato una forma di anoressia che la sta uccidendo.

L’anoressia inizia come qualcosa di innocente, quasi una ricerca della propria personalità, e viene raccontata con disegni su un blog tumbler, ma peggiora quando una ragazzina che segue i suoi disegni si suicida lasciando un biglietto di addio per lei.

 Ve ne parlo perchè il dottore, Keanu Reeves, ha una modalità di cura molto simile a quella in cui lavoriamo i coach, accoglie, presenta punti di vista alternativi e sottolinea che il lavoro vero lo deve fare lei. Alla fine la lascia toccare il fondo perchè crede che, nel suo caso, sia utile. Nessun accanimento terapeutico o farmacologico, pochissime regole, solo un invito a riprendere il controllo.

E poi, una cura in due fasi, la prima consiste nello spiegare quel che si deve “capire” e la seconda nell’accompagnare chi ha capito fino a quando riesce a farlo.

Veramente bello, se non l’avete visto, ve lo consiglio…

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