emancipazione emotiva

Uno dei concetti dello sviluppo psicologico che più uso nei miei incontri è quello dell’emancipazione emotiva o affettiva, che è uno dei processi normali (o meglio, naturali) dello sviluppo di ogni individuo. E dico meglio naturali perchè la nostra natura è quella, ma non sempre è la norma.

Quello dell’emancipazione è un processo a tre fasi che porta i bambini a diventare adulti:

  • nella prima fase si imparano le regole e si studiano i modelli da imitare, si osserva e si ripete, si imita tutto, si fa quello che ci si dice di fare, si ubbidisce senza pensare, senza mettere in discussione quello che ci viene detto. Molti adulti sono rimasti in questa fase, continuano a fare quello che facevano le loro mamme, senza questionarsi il perchè. E continuano ad ubbidire anche in altri contesti, come pedine senza volontà.
  • nella seconda fase ci si ribella, si fa il contrario di quello che ci dicevano. Ma anche qui senza pensare. Sono in questa fase gli adulti che fanno il contrario di quello che faceva la mamma solo per ripicca. Anche in altri contesti prendono posizioni solo per dimostrare che possono, che non si sottomettono. Ma finchè devono dimostrare qualcosa non sono ancora liberi, indipendenti o emancipati.
  • L’emancipazione è la terza fase, quella in cui l’adulto, dopo aver imitato e questionato, sceglie consapevolmente cosa vuole fare in ogni occasione, in ogni situazione, senza dover ripettere o combattere le precedenti decisioni proprie o altrui.

Questa emancipazione è parte del nostro processo per riprenderci le nostre responsabilità e con esse la nostra libertà. Ed è qualcosa su cui possiamo lavorare a piccoli o grandi passi, con dei risultati più o meno veloci… Cosa ne pensate? Siete d’accordo? Credete di essere emancipati o siete ancora molto condizionati dai genitori e dal passato?

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