eccezioni e scuse

La settimana scorsa abbiamo parlato di regole ed eccezioni, e di come quella che crediamo sia la regola definirà quello che ci  troveremo più spesso nella nostra realtà. Ma c’è ancora una riflessione che vorrei fare con voi.

È una frase che ho trovato da qualche parte, non ricordo se era in un libro, un film o un telefilm, qualcosa tipo “la gente applica le regole agli altri e trova le eccezioni per se stessi“, io ci metterei, chiaramente un “normalmente” o un “spesso”, ma l’idea è molto interessante.

C’è chi lo fa per sentirsi superiore, pensando che gli altri non fanno quel che dovrebbero e che lui è l’unico a fare le cose nel modo giusto; e chi lo fa per sentirsi inferiore, pensando che gli altri fanno, possono fare, delle cose che lui o lei non riesce, ma alla fine si tratta di sentirsi diversi.

Il fatto è che questa suddivisione, questo giudizio, è una delle modalità di pensiero con cui la nostra mente ci frega, distorce la realtà per darci ragione e non ci permette di vedere la strada che potrebbe portarci alla felicità, o anche solo alla soluzione dei nostri problemi. A quella soluzione che non rispetta le divisioni nette tra giusto e sbagliato, tra regolare ed eccezionale.

Il fatto è che ci sono le regole e le eccezioni. A volte faremo delle azioni che ci mettono dalla parte della regola e a volte faremo delle cose che ci metteranno dalla parte dell’eccezione. Ma quest’analisi non serve a nulla, non è importante, è piuttosto banale e può portarci solo a farci delle seghe mentali. Non importa se siamo parte della regola o dell’eccezione, importa solo per quale Dio stiamo lavorando.

Il mio invito possitivo di oggi è di provare a raggirare questa modalità di pensiero ogni volta che ci presenti. Ogni volta che pensiamo, o sentiamo, di essere inferiori o superiori. Ogni volta che vediamo qualcuno fa qualcosa che noi non avremo fatto mai, o che crediamo che non riusciremo mai a fare vi invito a trovare dei punti in comune con quella persona invece che delle differenze. Vi va?

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