è così

06 Jul 21

In questo blog e negli  incontri facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, parliamo spesso del peso delle parole, e di quelle che chiamiamo parole magiche perchè hanno un effetto particolare nella mente di chi le dice e di chi le ascolta.

In questo periodo in cui siamo tutti così sotto pressione, e tutti contro tutti, più che mai, sento, o leggo su facebook, la gente dire “è così”, agli uni o agli altri, due parole piene di significato, più di quanto sembra. Siete di quelli che dicono spesso queste parole? Vi siete mai fermati a pensare cosa nascondono?

Ogni volta che usiamo il verbo essere stiamo definendo quello di cui parliamo. Se diciamo io sono così, che mi riferisca a essere siamo ricco o povero, bello o brutto, simpatico o associale, stiamo dando più importanza a una parte di noi, limitandoci e impedendoci di esperimentare il resto, impedendoci di vedere le cose che abbiamo anche se ci definiamo poveri, di trovare persone che ci trovino belli se ci definiamo brutti, e le situazioni in cui trovarci bene in compagnia quando ci definiamo associali.

Allo stesso modo, se diciamo che il mondo è bello o brutto, un miracolo o un caos, una guerra o un posto di pace, stiamo lasciando fuori tutto il resto. Se diciamo che è così, stiamo condividendo un pensiero, e dirigendo la nostra attenzione verso le cose belle o le cose brutte, stiamo mettendo la nostra energia in quel pensiero.

O se diciamo che la gente è così, stupida, ignorante, egoista, manipolata, l’uso del verbo essere impedisce loro di cambiare, di imparare, di capire quel che non capiscono…

La buona notizia è che basta ascoltare le nostre parole per renderci conto di dove mettiamo la nostra energia, e possiamo decidere di cambiare dove mettiamo la nostra energia, perchè siamo cocreatori della realtà, insieme a tutti gli altri, alle loro energie, alle loro parole.

 Il mio invito possitivo di  oggi è proprio a comprendere il potere che abbiamo, a imparare ad usarlo ogni giorno, per cambiare le cose che non ci piacciono e per mantenere quelle che ci piacciono, per costruire un mondo nuovo, un mondo migliore, più come lo vogliamo che come crediamo che dovrebbe essere. Che ne dite? Vi va?

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La felicità significa non lamentarsi di quello per cui non c'è niente da fare. Le lamentele sono il rifugio di coloro che non hanno fiducia in se stessi.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

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