Doni, talenti, missioni e blocchi

Ieri, nel nostro incontro online di facciamo pace, laboratorio di inmunosuficienza psicologica, abbiamo parlato dei diversi doni, individuali che ognuno di noi ha ricevuto quando è nato, insieme ai talenti, ad una missione da compiere e a blocchi che ci rendono il tutto più complicato.

Siamo partiti dai doni che, nella mitologia greca, davano gli dèi ai loro figli, semidèi per distinguerli dagli altri umani. Questi doni sono un vantaggio ma comportano una missione, un qualcosa da fare per cui il suddetto dono è necessario. E poi, ci sono anche i talenti, che a differenza dei doni, che sono innati, devono essere allenati.

Abbiamo parlato di come, ognuno di noi, può incontrare i propri doni, che a volte si scovano facilmente, in quelle cose che ci viene naturale fare e che aiutano noi e gli altri; e altre si nascondono nei nostri conflitti, nei nostri vorrei ma non posso o non devo. Perchè tutto quello che vediamo è prima dentro di noi. Se diverse persone vedono una foto, come quella qui sopra, e chiediamo loro cosa c’è nei pacchi, probabilmente ognuno vedrà, o immaginerà, una cosa diversa.

Questi doni nascosti rappresentano le cose che vorremmo fare ma non facciamo per via dei nostri blocchi, che sono messaggi del noi a cui apparteniamo, ricordi d’infanzia, credenze non funzionali, ecc. 

Sono pensieri, abitudini, automatismi che ripetiamo per inerzia e a cui possiamo rinunciare, se non ci portano laddove dovremo arrivare. Anche se non è facile, soprattutto per due motivi, il primo è che spesso portano i loro benefici secondari, come la cosidetta zona di comfort; il secondo è la paura del cambiamento, che ci è stata radicata dalla società che ci vuole sempre bambini facili da gestire e controllare.

Per finire abbiamo fatto un esercizio di terapia narrativa in cui siamo andati a trovare i nostri ancestri, per chiedere loro quali sono i doni, missione e blocchi che avremmo dovuto sapere di avere. Siamo andati a trovarli nel nostro panteon personale di famiglia e abbiamo portato delle risposte molto interessanti

1 Comment

  1. Alessandra

    È stato come sempre un incontro illuminante…..e l esercizio di tecnica narrativa mi aiuta a fissare e trattenere più facilmente quanto emerge dal percorso che viene fatto.

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Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

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