divide et impera

12 May 20

In questi giorni di inizio dell’apertura e della ripresa dopo COVID stiamo vedendo gli effetti della quarantena sulle persone, e non sono gli stessi su tutti, tutti abbiamo un mix di voglia di uscire e fare le cose di cui abbiamo sentito la mancanza e paura.

Peccato che, per ognuno di noi, la percentuale, l’importanza di ognuna delle due componenti sia diversa. Quelli che hanno più voglia di uscire, di prender il sole, di vedere gli amici, e di sentire sulla pelle la primavera che ci circonda stanno uscendo e riprendendo le strade, i parchi, incontrandosi e godendo di questo minimo di libertà che ci è stato concesso.

Quelli che hanno più paura, del virus o delle misure che il governo sta prendendo per arginarlo, del fatto che si insapriscano di nuovo, non escono se non assolutamente necessario, come prima. Fanno girare le foto fatte dal balcone per dire che c’è troppa gente in giro e, i più deboli.

Infatti, la cosa più brutta, credo, di questo virus che tutto lo ha accentuato come una lente di ingrandimento puntata sulla nostra vita, è che ci ha fatto sentire ancora più deboli e separati. È quasi impossibile non cadere nella trapola del giudizio, della superbia e della colpevolizzazione dell’altro.

Nessuno capisce niente, solo noi. I politici sbagliano, gli italiani sono dei cretini, chiunque non sia d’accordo con noi è complice di questo complotto globale di cui noi siamo gli unici salvi.

Allora, non dico che i politici non sbaglino, io sono la prima a dirlo, nè che gli italiani non si comportino spesso da cretini, non oso dire nemmeno che non ci sia un complotto o più di uno.

Quello che dico è che ognuno sta facendo del suo meglio, con le sue limitazioni, con i suoi bisogni e i suoi problemi. Giudicarli non aiuta nè loro nè noi. Chiedere misure più estreme e, ho letto persino richieste di punizioni corporali, ci fa sentire il problema più grande di quanto è. Ed è già abbastanza grande di suo.

Perciò vi invito ad avere più comprensione, ad usare la testa e il cuore, a parlare, a comprendere l’altro, perchè solo tutti insieme possiamo uscire veramente.

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