di ponti e di tunnel

Uno dei discorsi che più è piaciuto all’ultimo incontro di facciamo pace era stato quello dei ponti e i tunnel, come metafore delle due possibili modalità di connessione fra due persone, che sia in una semplice e singola conversazione, in un rapporto di amicizia, di lavoro o affettivo, o in una convivenza più o meno lunga.

Siamo partiti dalla metafora delle isole, secondo la quale ogni persona è un’isola, da un lato (in superficie), come le vede l’EGO e la mente, sono entità diverse, separate dal mare; mentre dall’altro (in profondità), per come le vede la squadra dell’anima, possiamo vedere chiaramente che sono parti della stessa cosa, sono sempre terra.

Spesso, nella maggior parte delle nostre relazioni e con le migliori intenzioni, proviamo a costruire ponti fra noi e gli altri, con le parole, con l’analisi mentale, con gli strumenti dell’EGO, ma spesso crollano col primo vento, col primo cambiamento, sono fragili, perchè, come dicevamo sono superficiali, costruiti con materiali di fortuna e appoggiati nella parte di noi che mostriamo ma di cui abbiamo poca consapevolezza, e ancora meno “controllo”.

La buona notizia è che possiamo anche costruire dei tunnel, approfondendo, superando la limitazione delle parole e dei giudizi, condividendo i sentimenti e le sensazioni, che sotto, sotto possono unirci in una maniera molto più solida, sicura e salda. Quando superiamo i giudizi e il territorio dei “devo, devi” che sono la nostra personalità, le nostre parti emerse, diverse per ognuno di noi, ed entriamo nella realtà dei sentimenti e dei bisogni, possiamo trovare quegli elementi in comune che fanno che le unioni siano più stabili.

Per esempio, parlavamo della paura. Due persone chiacchierano del più e del meno e una dice di avere paura di volare mentre l’altra ha paura degli aghi. Se analizzano a livello superficiale l’uno la paura dell’altro troveranno mille parole per cercare di convincerlo che la sua paura è infondata. Ma, se capiscono che la paura e sempre paura, che entrambe sono irrazionali e che producono sintomi fisici simili, si troveranno più vicine e potranno essere d’aiuto l’un l’altro per affrontare ognuno la sua paura…

Può sembrare difficile, ma possiamo provare, alleniamoci!

0 Comments

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ma cosa facciamo, in genere, quando abbiamo un sentimento negativo? "È colpa sua. Deve cambiare". No! Il mondo è a posto. Chi deve cambiare siete voi.

 

per quale Dio lavori?

per quale Dio lavori?

Nelle religioni polteiste ci sono più dei e si può scegliere a quale Dio dirigersi in ogni momento. Nelle religioni monotesite c’è la chiesa che ci racconta la storia di Dio, una storia che è unica, ma ognuno di noi, dopo la personalizza e può farsi un idea di Dio completamente personale.

un campo di lamponi

un campo di lamponi

Dicono che c’era una volta un gruppo di ragazzi che, ogni anno, cercava un luogo per fare una settimana di campeggio in una delle valli che circondavano la loro città. Un estate, per caso, trovarono un posto fantastico vicino ad un campo di lamponi.

Mi faccio una promessa (2020)

Mi faccio una promessa (2020)

Con l’arrivo delle vacanze mi torna sempre il desiderio di ordine in casa. Quest’anno ho letto Mi faccio una promessa, entro tre mesi la mia casa sarà uno spettacolo, trovato per caso tra le novità di Amazon Kindle Unlimited.

Il principe dimenticato (2020)

Il principe dimenticato (2020)

Oggi mi sono guardata di nuovo un film con Omar Sy, il principe dimenticato, come in famiglia all’improvviso, una bellissima storia di un padre e di sua figlia. In questo caso, ambientata in due mondi, quello reale e quello della fantasia.

spronare

spronare

Quando dico che sono una life coach molti rispondono “ah, sei una motivatrice!”. In realtà, no. Per come lavoro io, parlare di motivazione è spesso troppo superficiale, infatti non sempre funziona, io cerco di lavorare su un livello un po’ più profondo.

si stava meglio

si stava meglio

In questi giorni in cui la maggior parte dei miei amici e conoscenti discute sulle misure contro il COVID, tra i commenti su mascherina si o mascherina no, e vaccino si o vaccino no… qualcuno è risucito a tirare fuori il famoso “si stava meglio quando si stava peggio”.