di più o di meno

Ieri, parlando con una amica della rabbia, è venuto fuori un tema molto importante, si parlava di persone che ci fanno arrabbiare, perchè ci criticano, ci dicono cosa dovremmo fare o non fare nella nostra vita in maniera più o meno gentile.

 Quando si parla di rabbia io consiglio di farsi tre domande:

  • prima, cosa ci fa arrabbiare?, spesso ci diciamo che è una certa persona a farci arrabbiare ma, in realtà, non sono le persone ma le cose che fanno che ci fanno arrabbiare;
  • seconda, perchè credo che questa persona faccia quel che fa?, non importa più di tanto se la ragione che penso sia quella giusta, importa solo qual’è la ragione per cui io penso che lo fa perchè sono io quella che si arrabbia;
  • terza, e più importante, cosa mi trasmette? soprattutto, mi trasmette che è superiore, più forte, più intelligente di me? o il contrario?

Le prime due sono propedeutiche a questa terza che è quella che potrebbe cambiarci la vita. Perchè normalmente le persone che ci fanno arrabbiare, lo fanno quando ci trattano con superiorità, come se noi non valessimo niente o con una inferiorità vittimistica, che cerca di innescare in noi il senso di colpa. Il bello è che non a tutti fanno arrabbiare le stesse cose perchè quando queste idee ci entrano nella testa parlano con le nostre, e ci arrabbiamo solo quando la possibilità che acennano esiste già dentro di noi.

In ogni caso, spesso, il loro trattarci in quel modo non è un vero attacco ma una provocazione. Possiamo rispondere o ignorarle, ma la differenza la fa il grado di consapevolezza. Quando ignoriamo solo per non litigare o quando rispondiamo litigando, siamo nelle mani della rabbia.

Il mio invito possitivo di oggi è a farci quelle domande per poter cambiare prospettiva, per capire in profondità, per renderci più consapevoli del vero ruolo dell’altro nella nostra rabbia e del nostro potere.

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Nella vita non ci sono errori, solo lezioni. Non esiste qualcosa che si possa chiamare esperienza negativa, ma occasioni per crescere, imparare e procedere lungo la strada del dominio di sé. Anche il dolore può essere un meraviglioso maestro

 

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di regole ed eccezioni

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per quale Dio lavori?

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