delusione

In questo periodo stiamo parlando spesso del fatto che molti dei problemi che abbiamo sono legati al nostro attaccamento alla personalità bambina, e alle emozioni legate al nostro bisogno di protezione e di sicurezze in un certo senso, eccessive, innaturali, irrealistiche e non funzionali.

Una delle emozioni che nascono di questo attacamento è la delusione, non è un’emozione primaria, è un’emozione indotta dalla società e dalla cultura in cui siamo cresciuti. La delusione è legata alle aspettative e le aspettative sono molto più importanti per la personalità bambina.

Il fatto è che i bambini non possono sopravvivere da soli perciò dipendono dagli adulti. E noi viviamo in una società che ci vuole bambini cresciuti abbastanza da poter lavorare ma non da lottare per le cose che vogliamo.

La delusione e l’indignazione sono emozioni limitanti, ci fanno sentire sempre più piccoli, dipendenti, meno utili e meno capaci. Retroalimentano la nostra personalità bambina fino a farla diventare quella che usiamo più naturalmente, quella che usiamo automaticamente, quando non ci fermiamo a pensare, che è molto spesso per la maggior parte di noi, in un mondo di fretta e frenesia.

La buona notizia è che possiamo crescere, possiamo diventare sempre più grandi, un poco a la volta, a piccoli passi, affrontando piccole sfide, e soprattutto non arrendendoci mai. Imparando dagli errori, e ricordando sempre che c’è sempre una prossima volta.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a crescere, a renderci consapevoli delle nostre reali possibilità. A non permettere a queste emozioni così contagiose che ci circondano di prendere il controllo delle nostre vite. Anche quando sembra che tutto e tutti attorno a noi ci inviti alla delusione e all’indignazione, ad una rabbia cieca e assolutamente non funzionale, e soprattutto a non entrare mai nel gioco di chi cerca compagni o complici per condividere quelle emozioni, a non entrare in competizione con loro su chi è più deluso o indignato e a prenderci tutte le nostre responsabilità. Che ne dite? Vi va?

0 Comments

Submit a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Terzo accordo: Non supporre nulla. Il modo per evitare di fare supposizioni è quello di fare domande. Assicuratevi che la comunicazione sia chiara. Se non capite, chiedete.

Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

Modelli di famiglia (2001)

Modelli di famiglia (2001)

Questa settimana, ho letto di nuovo un libro di Giorgio Nardone, Modelli di famiglia, un libro meraviglioso sui rapporti all’interno delle famiglie e sui loro sviluppo e come condiziona la vita di ogni uomo, di ogni donna, dei genitori, e dei figli, sia all’interno della famiglia che all’esterno nei rapporti con gli altri.

i minatori

i minatori

Dicono che c’era una volta un maestro molto amato dai bambini per le sue spiegazioni e per i suoi esempi, spesso preferivano ascoltare le sue storie anche durante la ricreazione, invece di giocare a pallone. Un giorno i bimbi parlavano di potere e gli chiesero chi erano le persone più potenti in assoluto.

Basta dirlo (2021)

Basta dirlo (2021)

Anche questa settimana, ho letto un libro di Wayne Dyer,  questa volta è stato un libro di cui avevo visto un documentario perchè hanno fatto anche il DVD: Il cambiamento. Dall’ambizione al senso della vita. Viaggio spirituale alla ricerca dello scopo dell’esistenza.