delusione

In questo periodo stiamo parlando spesso del fatto che molti dei problemi che abbiamo sono legati al nostro attaccamento alla personalità bambina, e alle emozioni legate al nostro bisogno di protezione e di sicurezze in un certo senso, eccessive, innaturali, irrealistiche e non funzionali.

Una delle emozioni che nascono di questo attacamento è la delusione, non è un’emozione primaria, è un’emozione indotta dalla società e dalla cultura in cui siamo cresciuti. La delusione è legata alle aspettative e le aspettative sono molto più importanti per la personalità bambina.

Il fatto è che i bambini non possono sopravvivere da soli perciò dipendono dagli adulti. E noi viviamo in una società che ci vuole bambini cresciuti abbastanza da poter lavorare ma non da lottare per le cose che vogliamo.

La delusione e l’indignazione sono emozioni limitanti, ci fanno sentire sempre più piccoli, dipendenti, meno utili e meno capaci. Retroalimentano la nostra personalità bambina fino a farla diventare quella che usiamo più naturalmente, quella che usiamo automaticamente, quando non ci fermiamo a pensare, che è molto spesso per la maggior parte di noi, in un mondo di fretta e frenesia.

La buona notizia è che possiamo crescere, possiamo diventare sempre più grandi, un poco a la volta, a piccoli passi, affrontando piccole sfide, e soprattutto non arrendendoci mai. Imparando dagli errori, e ricordando sempre che c’è sempre una prossima volta.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a crescere, a renderci consapevoli delle nostre reali possibilità. A non permettere a queste emozioni così contagiose che ci circondano di prendere il controllo delle nostre vite. Anche quando sembra che tutto e tutti attorno a noi ci inviti alla delusione e all’indignazione, ad una rabbia cieca e assolutamente non funzionale, e soprattutto a non entrare mai nel gioco di chi cerca compagni o complici per condividere quelle emozioni, a non entrare in competizione con loro su chi è più deluso o indignato e a prenderci tutte le nostre responsabilità. Che ne dite? Vi va?

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