dare il salto

Ieri, all’incontro di facciamo pace, come previsto, abbiamo parlato di come, a volte, non si possa fare un cambiamento graduale a piccoli passi ma ci sia bisogno di fare un salto, un salto nel vuoto per poter cambiare il nostro mondo, dentro e fuori di noi.

Saltare è una capacità, è un modo di muoversi. Non è il migliore nè il peggiore, è solo qualcosa da allenare per poter farlo bene quando ne avremo bisogno. Chiaramente, com’era d’aspettarsi, ci ho fatto un mio acronimo, per ricordare in maniera pratica i diversi step da seguire:

SPer prima cosa, dovremmo studiare, scoprire quali credenze ci stanno rovinando la vita, recuperare la capacità di stupirci e di farci sorprendere dalle situazioni, senza giudicarle.

APer poi passare all’analisi di diverse alternative, per assurde che possano sembrare. Perchè quando qualcosa ci sembra assurda stiamo rinunciando alla possibilità di capirla.

LA questo punto dovremmo liberarci da tutto quello che non ci serve più. È questo che vuol dire crescere. Lasciare andare le idee che non trovano riscontro nella realtà.

TNon dimentichiamo, però, di tifare per noi stessi, per quel nuovo personaggio che stiamo cercando di creare perchè possa tirare fuori il meglio di sè.

OPer finire, si tratta di ottimizzare, poco a poco il risultato, a piccoli passi, una volta nel nuovo territorio, per ottenere esattamente quel che desideriamo.

C’eravate? vi è piaciuto, fra due settimane ci vediamo di nuovo, vi aspettiamo!

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Da qualunque disavventura si può trarre un vantaggio (basta avere la pazienza di cercarlo)

 

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