ricordare

Abbiamo già parlato di come funzionano la memoria e i ricordi, oggi voglio raccontarvi qualcosa successa in questi giorni che mi ha riempita di speranza. Qualcosa che ricorderò durante molto tempo.

Le mie figlie hanno pensato di cambiare colore di capelli e, come ci accade spesso, il risultato non è stato quello che ci aspettavamo. Ad un certo punto, la più grande ha detto qualcosa tipo “dai, sarà una storia in più da raccontare, e da ricordare ridendo“.

È stato bellissimo, mi sono accorta che, anche se a volte sembra che non ascoltino e che non vedano quello che dici e quello che fai, anche se discutono tutto e ti dicono sempre che non hai ragione, in realtà sono spugne non è così utopico pensare che tireranno fuori quel che hai insegnato loro quando sarà necessario.

Giulio Cesare Giacobbe dice che possiamo riscrivere i ricordi, ma, buona parte del mio lavoro consiste nell’insegnare a raccontarci le cose che ci succedono da subito, così da non dover sovrascriverle dopo.

Perchè le cose non sono così importanti come le il modo in cui ce le raccontiamo e le ricordiamo, dal momento che succedono una volta sola ma possiamo riviverle, come le ricordiamo, molte volte.

E non è così difficile, visto che possono farlo anche delle ragazze, da sole. È questione di allenamento e di guida. Se ci hanno sempre detto che i nostri ricordi dipendono da quello che succede e che non abbiamo nessun potere e non ci abbiamo nemmeno provato a farlo, sarà molto più difficile che se abbiamo visto qualcuno farlo davanti ai nostri occhi.

In pratica basterebbe abituarsi a uscire un po’ dalla situazione, a guardarsi da fuori e dall’alto. Non elimina il dolore ma lo concentra nel momento ed evita la sofferenza futura.

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Una risposta non merita mai un inchino: per quanto intelligente e giusta ci possa sembrare, non dobbiamo mai inchinarci a una risposta.

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