cosa c’è sotto?

In questi giorni, da quando è iniziato tutto questo casino con il virus, la quarantena, ecc., ognuno ha tratto le sue conclusioni e ognuno ha tirato fuori il meglio, o il peggio, di sè. C’è chi ha visto un grave pericolo, chi ha visto diversi complotti e chi ha visto un’opportunità da sfruttare.

La differenza fra gli uni e gli altri è semplice. Dipende da cosa hanno dentro. Quando traiamo conclusioni andiamo a cercare quello che abbiamo dentro. E dentro c’è quello che ci abbiamo messo in passato e quello che mettiamo in ogni momento.

Per poter approfondire la lettura dei fatti esterni, dobbiamo per forza scendere nella nostra spirale e cercare dentro di noi. E vengono fuori il nostro dolore, le nostre paure, tutte le nostre credenze più profonde.

In fondo, le paure sono legate a credenze di vulnerabilità e si portano dietro la sfiducia e il bisogno di protezione ad ogni costo. Il dolore, se non va gestito, alimenta queste credenze fino a farci sentire soli e separati da tutto il resto del mondo che confabula contro di noi.

Per brutto che possa sembrare quello che abbiamo dentro, è sempre meglio saperlo. Non è una cosa brutta o sbagliata, non è una cosa da evitare, ignorala è la cosa più facile. Anzi, come tutte le crisi nasconde un’opportunità. Osservandole Possiamo cambiarle se non si dimostrano “vere”, realistiche.

La buona notizia è che possiamo sempre iniziare a dubitare di ogni nostro pensiero, ad appliccare tecniche come il R.A.D.A.R. o altre, per poter capire meglio cosa stiamo proiettando sul mondo e cambiarlo se non ci piace.

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Da qualunque disavventura si può trarre un vantaggio (basta avere la pazienza di cercarlo)

 

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