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Dicono che c’era una volta un uomo molto ricco che chiese al monastero del suo paese una funzione religiosa per conmemorare la morte del padre avvenuta l’anno prima. Disse che, siccome la sua famiglia era notevole e molto generosa, volevano che fosse ufficiata dal grande maestro anche noto come Buddha Vivente.

Il monaco, disgustato dai ricchi resi arroganti dal denaro, decise di dargli una lezione e, il giorno in cui avrebbe dovuto tenersi la funzione, qualche ora prima, apparve vicino al portone dell’uomo ricco un mendicante solitario, era vestito di stracci e aveva addosso una stuoia di paglia piena di fango.

“Vi prego, fate l’elemosina a un povero…” disse il mendicante con voce fievole. Aveva le mani giunte e a vederlo faceva pietà. I servi della casa, tuttavia, senza nessuna compassione, gli gridarono: “Non farci perdere tempo! Vattene via!” e anche il signore uscì e disse: “Liberatevi immediatamente di quel mendicante, sta arrivando il maestro e non voglio che sporchi la porta. Se serve, usate la forza!”

Infatti, venne crudelmente picchiato, preso a calci e buttato sulla strada. Dopo un po’ si alzò e si allontanò zoppicando verso il tramonto. Qualche ora dopo, indossando una veste dai colori splendenti e un manto d’oro, il maestro si fece portare con il palanchino davanti alla residenza del grande signore.

Il portone del palazzo era stato pulito dentro e fuori e molte persone si erano adunate per rendere omaggio al Buddha vivente. Il padrone di casa e tutti i suoi servitori indossavano abiti formali decorati con lo stemma di famiglia e accolsero il grande maestro con tutti gli onori. Il padrone stesso volle condurlo all’interno.

Si sedette sulla stuoia stesa davanti a sé e disse che non aveva intenzione di muoversi per nessun motivo. quando gli chiesero perchè non volesse disse che, per lui, quella stuoia di paglia era più che sufficiente… Al poco, il signore cominciò a irritarsi, prese il maestro per le braccia e cercò di farlo alzare.

Il maestro, lasciando che la presa del signore portasse via solo il vestito, disse: “Tenete, prendete la mia veste e portatela nella sala dell’altare. Qui il mio corpo non è il benvenuto, perciò preferisco starmene seduto su questa stuoia”.

Poco fa sono venuto con vesti da mendicante per vedere la vostra generosità, disse  facendo vedere le ferite, mi avete preso a calci e picchiato; adesso con quel vestito sono accolto con tutti gli omaggi e trattato con grande ospitalità. Portate dentro la veste e chiedete a lei di compiere la funzione. 

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Don Miguel RuizDon Miguel RuizI Quattro Accordi

 

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