con chi ce l’hai?

Una delle cose che non smette mai di stupirmi di questo popolo italiano, che per altre cose adoro, è la capacità di lamentarsi di tutto, con maggiore o minore ironia e classe. Il problema è, secondo me, che non ci si accorge di quanto male fa.

All’inizio della quarantena sembrava che dovessimo “avercela” con i cinesi che ci avevano contagiati, poi con i francesi per il filmato del pizzaiolo, poi con i tedeschi che ci consideravano pigri quando abbiamo deciso di rimanere a casa, poi con gli stati uniti che non ci mandavano aiuti, come hanno fatto Cuba o Cina.

Ah, sono riusciti a lamentarsi dei Cubani che sono venuti a darci una mano perchè stavano scappando dal caos che si sarebbe creato a casa loro. E, chiaramente, tutti si sono lamentati di tutti, tra italiani, di quelli che sono scesi a casa prima che chiudessero Milano, di quelli che prendevano aperitivi, di quelli che uscivano col cane o a correre.

Adesso dovremmo avercela con i greci che avevano detto che questa estate non avrebbero aperto le frontiere agli italiani e ora hanno detto che le apriranno. E dobbiamo rispondere loro “adesso tenetevi le vostre spiagge, che noi abbiamo le nostre che sono persino meglio”, possibilmente con odio e rabbia.

Perchè, visto che loro ce l’hanno con noi, dobbiamo difenderci. Non importa che aprano le frontiere a metà giugno e che fino all’inizio del mese non si potesse nemmeno viaggiare fra regioni. Loro non ci volevano perchè siamo italiani, tutto il mondo ci invidia, parlano male di noi e cercano di boicottarci.

Forse sarebbe ora, se non come popolo almeno come individui, di crescere ed iniziare a pensare diversamente. A non vederci sempre come i piccoli incompresi. A smettere di ragionare per nazionalità e di dire che i francesi non sanno cos’è un bidet se non vogliamo che poi ci dicano che gli italiani sono tutti mafiosi.

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Pensa agli altri, ci dice la società. Ama il prossimo tuo, esorta la Chiesa. A quanto pare, nessuno si ricorda mai del "come te stesso". Se è vero che vuoi conseguire la felicità nel presente, proprio questo, invece, dovrai imparare a fare: amare te stesso.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

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