con chi ce l’hai?

17 Jun 20

Una delle cose che non smette mai di stupirmi di questo popolo italiano, che per altre cose adoro, è la capacità di lamentarsi di tutto, con maggiore o minore ironia e classe. Il problema è, secondo me, che non ci si accorge di quanto male fa.

All’inizio della quarantena sembrava che dovessimo “avercela” con i cinesi che ci avevano contagiati, poi con i francesi per il filmato del pizzaiolo, poi con i tedeschi che ci consideravano pigri quando abbiamo deciso di rimanere a casa, poi con gli stati uniti che non ci mandavano aiuti, come hanno fatto Cuba o Cina.

Ah, sono riusciti a lamentarsi dei Cubani che sono venuti a darci una mano perchè stavano scappando dal caos che si sarebbe creato a casa loro. E, chiaramente, tutti si sono lamentati di tutti, tra italiani, di quelli che sono scesi a casa prima che chiudessero Milano, di quelli che prendevano aperitivi, di quelli che uscivano col cane o a correre.

Adesso dovremmo avercela con i greci che avevano detto che questa estate non avrebbero aperto le frontiere agli italiani e ora hanno detto che le apriranno. E dobbiamo rispondere loro “adesso tenetevi le vostre spiagge, che noi abbiamo le nostre che sono persino meglio”, possibilmente con odio e rabbia.

Perchè, visto che loro ce l’hanno con noi, dobbiamo difenderci. Non importa che aprano le frontiere a metà giugno e che fino all’inizio del mese non si potesse nemmeno viaggiare fra regioni. Loro non ci volevano perchè siamo italiani, tutto il mondo ci invidia, parlano male di noi e cercano di boicottarci.

Forse sarebbe ora, se non come popolo almeno come individui, di crescere ed iniziare a pensare diversamente. A non vederci sempre come i piccoli incompresi. A smettere di ragionare per nazionalità e di dire che i francesi non sanno cos’è un bidet se non vogliamo che poi ci dicano che gli italiani sono tutti mafiosi.

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La felicità significa non lamentarsi di quello per cui non c'è niente da fare. Le lamentele sono il rifugio di coloro che non hanno fiducia in se stessi.

Dr. Wayne W. DyerDr. Wayne W. DyerLe tue zone erronee

 

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