cocreazione

Spesso parliamo di cocreazione, e vorrei chiarire bene a cosa mi riferisco perchè non è un termine che trovo spesso in giro. Il termine cocreazione lo usiamo per rappresentare il fatto che siamo creatori ma non abbiamo un potere assoluto. Siamo creatori ma, siccome lo siamo tutti, siccome non siamo gli unici creatori, non possiamo fare che tutto sia come vorremmo.

L’onnipotenza dell’uomo, secondo Emilio Carrillo, che è uno dei maestri che seguo in spagnolo, non è tanto un “potere fare qualsiasi cosa” quanto un potere sia sopravvivere che essere felice “in qualsiasi circostanza“. Questa definizione potremmo anche allargarla a Dio, giacchè, essendoci il libero arbitrio, nemmeno lui può farci fare tutto quello che vuole.

Tornando alla parola cocreazione, potremo usare come esempio la frutta. Se vogliamo avere della frutta, e non viviamo in una città in cui possiamo andare a prenderla al supermercato, dobbiamo coltivarla. Per coltivare la frutta dobbiamo prima preparare la terra, poi seminare, annaffiare, sperare che germogli, togliere le erbacce e gli insetti che potrebbero uccidere le nostre piante, aspettare che la pianta cresca, che fiorisca, che venga impollinata dagli insetti giusti, e solo dopo che dia frutti. In qualsiasi momento può arrivare una tempesta e rovinare tutto. Ma, se noi non facciamo tutte le cose sopra descritte, anche senza tempesta non avremmo la frutta.

Questo è un po’ valido per qualsiasi cosa nella vita, come diceva Ortega y Gasset, siamo noi e le nostre ciscrostanze. Da una parte stiamo noi, quello che vogliamo, quello che dobbiamo fare per ottenerlo, e dall’altra le nostre circostanze, le difficoltà, le facilità, le prove da superare e le lezioni da imparare in questa meravigliosa vacanza studio.

Può sembrare difficile, ma possiamo provare, alleniamoci!

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