chiedere aiuto

La settimana scorsa abbiamo parlato di quelle situazioni in cui non riusciamo ad ottenere quel che vogliamo. Siamo partiti dal fatto che “insistere” senza cambiare è difficilmente la soluzione e poi abbiamo parlato dell’importanta di “prepararsi“, ma, spesso bisogna anche chiedere aiuto.

 Ma occhio, anche chiedere aiuto può essere una trappola se non si fa attenzione a due aspetti su cui vorrei soffermarmi un attimo:

  • il primo è a chi chiediamo aiuto, spesso la nostra richiesta fallisce perchè chiediamo alla persona sbagliata, la persona giusta per noi è preparata ma è anche in grado di aiutarci, di capire dove ci troviamo e di aiutarci a fare un percorso di crescita e ci sentiamo sconfitti e impossibili;
    (oggi giorno, grazie a Internet e ad una distribuzione quasi universale della conoscenza, se non troviamo la persona giusta potremmo armarci di pazienza e provare ad aiutarci da soli, cercando la preparazione nei libri e nei corsi, ma la fiducia in noi stessi e la definizione del percorso dovremmo metterla noi);
  • il secondo è in cosa consiste l’aiuto, l’aiuto, quello vero, come abbiamo detto prima, quando non riusciamo a fare qualcosa, è un “aprirci le porte” più o meno astratte. L’aiuto non è fare le cose al posto nostro, quello si chiama “delegare” ed è un’altra storia. L’aiuto ci mostrerà la strada ma percorrerla dovremmo farlo noi.

Il mio invito possitivo di oggi è a provare a riflettere sui desideri e gli obbietivi che abbiamo abbandonato perchè abbiamo considerato del tutto impossibile fare da soli. C’è qualcuno a cui potremmo chiedere aiuto, o qualche libro, o qualche corso?

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Da qualche parte tra questo pianeta e la luna, il basso si trasforma in alto e l’alto in basso.

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