capire è sopravalutato

13 Apr 21

Davanti ad una situazione spiacevole, ad un risultato inatteso, il nostro primo pensiero, normalmente, è qualcosa tipo “non lo capisco, non capisco perchè le cose stanno così, devo capire cosa è successo”.

Ci hanno insegnato a dedicare tutti il tempo e l’energia a cercare di capire, come quell’uomo ferito dalla freccia che morì perchè non volle essere curato prima di capire chi, perchè, e come lo avevano avvellenato.

Capire è importante ma non lo è tutto. Capire vuol dire usare la logica, la razionalità, ma c’è un problema, queste nostre capacità non possono arrivare a tutti gli angoli della realtà e, spesso, con il senno di poi, capiamo cose che, nel momento non avevamo capito, ma solo se andiamo avanti con le nostre vite e non ci ostiniamo a capire a tutti i costi.

La buona notizia è che non è l’unica capacità che abbiamo e che possiamo allenare, abbiamo altre capacità, per esempio, quella di comprendere. Se per capire usiamo la logica e dividiamo i problemi in piccoli pezzi, per comprendere facciamo il contrario, prendiamo il contesto, le emozioni e altri aspetti non solo quelli logici e razionali. Dal momento che queste cose esistono, ignorarle è ignorare una parte della realtà e questo ci rende solo più deboli e incapaci.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a comprendere tutto ciò che non capiamo, a non insistere sempre sul bisogno di capire, ad accettare che a volte non è necessario, che ci sono altri modi per conoscere il mondo. Che ne dite? Vi va?

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Da qualunque disavventura si può trarre un vantaggio (basta avere la pazienza di cercarlo)

 

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