basta che funzioni (2009)

Oggi voglio parlare di un film assurdo e divertente, di Woody Allen, uno di quelli nuovi ma contraddistinti dallo stile che lo ha reso famoso, Basta che funzioni, la storia di Boris Yelnikoff, uno uomo anziano, depresso e ipocondriaco, che ha già fallito un tentato suicidio, e va avanti per inerzia, nella sua disperazione e nella sua tristezza, fino a quando trova una persona che gli cambia la vita con un punto di vista completamente diverso.

Ve ne parlo principalmente per tre motivi:

  • primo, il realismo dei personaggi, con le loro fragilità, le loro convinzioni, le loro limitazioni e le loro testardaggini… come si aggrappano ad esse, sia nella quotidianità che nel momento del bisogno o della difficoltà; alcuni sono profondamente educati e marcati dalla nostra cultura occidentale, altri terribilmente ingenui e leggeri come animaletti selvatici, ma… vedendoli da vicino sono fantasticamente umani
  • secondo, per come mostra che la curiosità e la fiducia aprono la porta alla felicità, alla serenità, a quelle emozioni che tutti vorremmo avere ma dalle quali spesso ci allontaniamo senza accorgerci. Come, se solo diamo loro l’opportunità, per un momento, con una persona,e  ci rendiamo conto che non abbiamo niente di meglio da fare e che non abbiamo niente da perdere, possono cambiarci la vita
  • terzo, per come mostra che tutto può convivere, si può essere misantropo e ipocondriaco e allo stesso tempo avere un po‘ di fiducia nell’umanità, se non in maniera completa e assoluta, almeno finchè funziona. Che non bisogna cambiare tutto quello che siamo, ma possiamo mantenere quelle che sono utili, finchè funzionano.
Adoro il titolo perchè è proprio la base della mia filosofia di vita, la funzionalità, la rinuncia alle regole assolute che valgono in qualsiasi tempo, luogo o  situazione.
L’avete visto? Vi è piaciuto? Cosa vi ha colpito di più?

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