ascoltami

Tutti abbiamo bisogno di essere ascoltati. Tutti abbiamo bisogno di parlare e di avere qualcuno che ascolta quello che abbiamo da dire. A volte abbiamo bisogno soltanto di parlare, a volte abbiamo bisogno di conforto, a volte abbiamo bisogno di comprensione, a volte di consiglio. Parlare è il modo di condividere quello che abbiamo dentro più efficace, se l’altro ci ascolta.

Ma ascoltare non è facile, non è semplice, o meglio, non siamo allenati, non sappiamo nemmeno da dove iniziare. Spesso le conversazioni sono quello che io chiamavo “due radio che parlano” e quello che potrebbe sembrare ascolto è solo aspettare che l’altro finisca per poter parlare noi.

Oggi voglio parlarvi di due tipi di ascolto, che possono migliorare diversi problemi di comunicazione. Il primo è l’ascolto proattivo e l’altro è quello proposto da Marshall Rosenberg , famoso mediatore e risolutore di conflitti, nella sua comunicazione non violenta o empatica.

Quando parliamo di ascolto proattivo, per come la vedo io, parliamo di un ascolto senza giudizio, ascolto quello che la persona che ho davanti sta dicendo o raccontando, senza cercare di risolvere i suoi problemi, senza cercare di correggerlo e renderlo una persona migliore, semplicemente rispettando il suo essere, il suo racconto e la sua situazione e rispettando e condividendo le sue emozioni per quanto possibile.

Ancora oltre va l’ascolto promosto da Rosenberg, che ci propone con le sue orecchie giraffa, di ascoltare oltre le parole i bisogni della persona che parla, le sue vulnerabilità e insicurezze, anche quando queste non sono chiaramente espresse o quando sono persino nascoste con parole o atteggiamenti di forza.

Può sembrare difficile, ma possiamo provare, alleniamoci!

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