aprire delle porte

Quando ero all’università c’era una canzone di Gloria Stefan, abriendo puertas, che adoravo ascoltare e cantare. I miei amici dicevano che era perchè parlava di una come me, di una filosofia di vita simile alla mia e che ogni volta che la ascoltavano pensavano a me.

Infatti, anche prima di studiare tutto quello che ho studiato, di imparare tutto quello che ho imparato, di esperimentare tutto quello che ho sperimentato, già avevo uno spirito ingenuamente ottimista. Solo molti anni dopo ho capito quanto fosse importante e quanto questa mia caratteristica mi rendesse più forte, sia a livello psicologico che spirituale.

Quando apriamo una porta, o anche solo una finestra, alla vita non sappiamo mai cosa ci entrerà, potrebbe essere qualcosa di bello o di brutto. Potrebbe essere qualcosa di gradevole o di sgradevole. Potrebbe essere qualcosa di prevedibile o di imprevedibile. 

Spesso, quando entra qualcosa che consideriamo brutto, ci spaventiamo così tanto che tendiamo a chiudiere tutto, porte e finestre, per evitare che entrino altre cose “sgradevoli” o anche solo “imprevedibili”.

Ma i guai, se non trovano delle porte o finestre aperte, alla fine trovano delle crepe nei muri, ed entrano comunque, con l’aggravante dell’effetto sorpresa.

Quando apriamo le porte e le finestre, almeno, possiamo guardare chi o cosa entri. Possiamo affrontare le minacce di petto. E non solo, se osserviamo bene, vedremo anche alcune cose che potrebbero arrivare e possiamo allenarci ed elaborare una strategia per quando arriveranno.

Per non parlare di tutte le cose belle che potrebbero arrivare e che normalmente non sono così ostinate.

Che ne pensate? Siete d’accordo? Volete provare?

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Non puoi evitare che tristezza e paura ti volino attorno; quello che puoi evitare è che si costruiscano un nido nella tua testa.

 

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