altre distanze

La settimana scorsa abbiamo parlato delle distanze fisiche tra le persone e del loro rapporto con lo sviluppo delle diverse personalità bambina, adulta e genitoriale. Oggi voglio parlare di altri due tipi di distanze, quelle mentali e quelle emotive.

Come è facile dedurre, se la distanza fisica è lo spazio tra i corpi di due o più persone, quella mentale è lo spazio a livello di mente, di pensiero, di credenze; e quello emotivo, sarà lo spazio a livello di emozioni, di sentimenti.

In ognuna di queste distanze possiamo appliccare quello che dicevamo l’altra volta sul fatto che se qualcuno si avvicina troppo ci mette a disagio. Sebbene è chiaro cosa vuol dire invadere lo spazio fisico, perchè si vede, non è così facile capire chi invade il nostro spazio mentale o emotivo, ma possiamo sentire gli effetti.

Come abbiamo acennato  per lo spazio fisico, non tutti i tipi di personalità hanno lo stesso bisogno di spazio. La personalità bambina non ha bisogno di spazio, sia mentale che emotivo perchè dipende dall’altro, deve imparare e per farlo da più importanza ai pensieri e alle emozioni che li dicono che deve avere.

La personalità adulta ha bisogno di spazio mentale ed emotivo perchè sa di poter imparare da sola a capire cosa pensare e come sentirsi. E poi c’è la personalità genitoriale che, di nuovo rinuncia allo spazio, ma questa volta perchè vuole aiutare, vuole insegnare, vuole “imporre” quello che ha imparato, le sue conclusioni a livello mentale ed emotivo.

La buona notizia è che molti dei conflitti che ci rendono la vita impossibile si possono risolvere con un lavoro sulla gestione delle distanze, quelle mentali e quelle emotive, che è parte di quello che chiamiamo crescere.

 Il mio invito possitivo di  oggi è proprio a imparare a rinocoscere, rispettare e a fare rispettare i nostri spazi, mentali ed emotivi, a prestare attenzioni a chi ci entra e con quali intenzioni, e a comprendere l’effetto che questo ha su di noi, e a responsabilizzarci delle nostre emozioni cercando di rispettare e fare rispettare le nostre distanze quando l’effetto è negativo. Che ne dite? Vi va?

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Jostein GaarderJostein GaarderC'è nessuno?

 

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