i paraocchi

Ci sono molte persone che, quando vedono questi cavalli con i paraocchi, dicono “poverini, non possono scegliere dove andare e non possono vedere le meraviglie del paesaggio”. Ci sono altri che dicono “se non avessero i paraocchi impazzirebbero”.

Non saprei dire con quale dei due sono più d’accordo. Entrambi i pensieri e le emozioni che comportano sono ugualmente validi, anzi, se ascoltiamo nel modo giustopossiamo vedere che ci parlano di come pensa o sente, in generale, la persona che li fa, perchè in fondo si tratta di proiezioni pure, perchè fatte su animali e perciò non si possono comprobare.

Il fatto è che non tutti sono consapevoli dei propri paraocchi, ma tutti gli abbiamo, sono diversi, sono invisibili, ma con lo stesso effetto: ci dicono dove dobbiamo guardare e ci nascondono quello che potrebbe distrarci.

Sono fatti di credenze, ce li hanno messi da bambini e siccome li abbiamo sempre portati crediamo che sono parte di noi. Ma non lo sono. Possiamo allargarli, se vogliamo, e persino toglierli, con una sola condizione. Crescere. Crescendo non avremo più bisogno di quel tipo di protezione perchè potremo capire dov’è il pericolo.

Il mio invito possitivo di oggi è proprio a renderci conto di questi paraocchi, a vedere come sono messi, e a prenderci la responsabilità di tenerli o toglierli. A capire cosa succederebbe a ognuno di noi se non li avesse. Vi va?

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