COMUNICATO DEL COORDINAMENTO OLTRELAMOVIDA: ORA LE RISPOSTE!

All’attenzione del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo,

dell’assessore alla Polizia Municipale e politiche per la sicurezza Giovanna Pentenero,

dell’Assessore all’Ambiente Chiara Foglietta,

dell’Assessore al Commercio e suolo pubblico Paolo Chiavarino,

del Presidente della Circoscrizione 1 Cristina Savio,

del Presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri,

del Presidente della Circoscrizione 8 Massimiliano Miano,

del Prefetto di Torino, Raffaele Ruberto.

Col presente comunicato, i comitati e le associazioni raggruppati nel coordinamento OltrelaMovida, richiamano la nuova amministrazione appena insediata, ed in particolare il neo Sindaco Stefano Lo Russo, a fornire risposte risolutive ed immediate alle gravissime criticità cui sono sottoposti i residenti delle aree soggette alla “malamovida”: Quadrilatero di S. Salvario, Piazza Vittorio, Vanchiglia, Quadrilatero Romano, Borgo Rossini, Borgo del Moschino.

Per i residenti di tali aree, la vivibilità nelle ore notturne è pressoché inesistente, il diritto al riposo assolutamente negato, la salute (tutelata dalla Costituzione, art. 32) messa a grave repentaglio.

La densità estremante elevata di locali notturni che commerciano prevalentemente o esclusivamente alcool ha colonizzato quasi ogni angolo delle aree in questione, i cui frequentatori, tra i quali si annovera un alto numero di adolescenti, assediano le vie e le piazze di fronte ai locali. Simili assembramenti di persone, con bicchieri e bottiglie in mano, rappresentano già di per sé una fonte di pericolo, perché intere vie risultano impercorribili non solo per i veicoli privati ma anche per i mezzi di soccorso. Gli assembramenti di giovani (per lo più), spesso col comportamento alterato dall’alcool, che occupano interi isolati per bere, fumare, chiacchierare, insieme alla musica proveniente dai locali, producono un inaccettabile inquinamento acustico notturno fino oltre le ore 3-4 del mattino, senza alcun riguardo per i diritti dei residenti, nonché degrado urbano (abbandono di rifiuti, orinazione, vomito), ed elevato rischio di contagio da covid (proprio nel momento in cui il numero di contagi sta risalendo in  modo allarmante). Queste criticità si aggiungono al degrado e all’insicurezza provocati dalla microcriminalità e dallo spaccio di droga.

Pressoché tutte le rilevazioni, effettuate nelle aree in questione, nel corso degli anni, hanno evidenziato violazioni dei limiti acustici.

Di recente, a causa del “Piano di Occupazione Straordinaria di Suolo Pubblico”, una clamorosa privatizzazione dello spazio pubblico, i cittadini hanno assistito ad un’invasione di “dehors” (che spesso non sono tali), in molti casi non utilizzati, giganteschi ed in numero estremamente elevato, talvolta attrattori di degrado e insicurezza.

L’azione della Polizia Municipale, per quanto lodevole, non è mai parsa essere nelle condizioni di contenere e contrastare il fenomeno e, in moltissimi casi, alle chiamate da parte dei cittadini non corrisponde un intervento. I controlli sono di gran lunga insufficienti e, anche quando vengono effettuati, le multe sono troppo basse rispetto ai guadagni dei locali, per cui non sono efficaci.

In quest’ultimo decennio, da parte delle istituzioni, i residenti hanno sentito tantissime parole, assistito a qualche timido tentativo che non ha conseguito evidentemente alcun risultato.

Nessuno mette in discussione il diritto delle persone, in primis dei giovani, di aggregarsi e rilassarsi né dei proprietari di locali di intraprendere legittime attività economiche, ma queste non possono svolgersi in modo tale da andare “in contrasto con l’utilità sociale o in modo da creare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana” (Costituzione della Repubblica Italiana art. 42). Le aree di malamovida sono invece soggette ad una situazione di costante illegalità, apparentemente prive di gestione dello spazio e dell’ordine pubblico.

Una “movida” responsabile, formata da ristoranti e locali che svolgono la propria attività in orari serali, con consumo moderato di alcool da parte degli avventori, sarebbe assolutamente sostenibile nelle zone in questione, anzi potrebbe essere vantaggiosa per le stesse. Una “malamovida” incontrollata, fatta di assembramenti selvaggi che perdurano fino a tarda ora, come quella presente a Torino, è incompatibile con aree storiche dalle vie strette a forte caratterizzazione residenziale.

La recente sentenza 1261/2021, che ha riconosciuto che l’amministrazione non ha fatto tutto quanto in suo potere per tutelare i residenti dai danni della “malamovida”, costituisce una pietra miliare nella lotta per i diritti dei residenti.

Il coordinamento OltrelaMovida ritiene che fino ad ora sia mancata la volontà politica di affrontare e risolvere il problema ed ha prospettato una serie di proposte che, a suo parere, potrebbero risolvere definitivamente il problema. Esse possono essere reperite nella pagina http://www.amorben.es/rispsansa/2021/07/08/rispettando-san-salvario-proposte-per-un-quartiere-sostenibile-2/ e qui vengono citate solo per titoli.

  1. Ampliamento dell’organico e riorganizzazione della Polizia Municipale.
  2. Realizzazione di zone franche extraresidenziali per la movida.
  3. Limitazione degli orari dei locali.
  4. Abolizione della delibera sull’“Occupazione Straordinaria di Suolo Pubblico”.
  5. Revisione di regolamenti e ordinanze.
  6. Aumento di controlli e sanzioni.
  7. Educazione nelle scuole, realizzazione di eventi e iniziative culturali alternativi alla movida.
  8. Riqualificazione commerciale diurna delle aree di movida.

Lo scorso 2 agosto, i rappresentanti di OltrelaMovida hanno incontrato l’allora candidato sindaco Stefano Lo Russo il quale ha assunto alcuni impegni nei loro confronti.

Alla luce di tutto ciò, il Coordinamento OltrelaMovida ritiene inutile istituire ulteriori tavoli di confronto e richiede invece un incontro pubblico, in sede istituzionale (ad esempio un commissione congiunta delle Circoscrizioni interessate), in luogo ed orario facilmente accessibili, possibilmente in modalità mista (in presenza ed online), da svolgersi entro la fine del 2021, alla presenza del Sindaco al quale si richiede di esplicitare le azioni che intende intraprendere per risolvere, finalmente, il problema della Malamovida nella Città di Torino.

Il Coordinamento OltrelaMovida

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