va bene così

In questo momento storico ci sono molte persone, anche citando testi spirituali e sacri, che, con la scusa del pensiero positivo, ci propongono un atteggiamento “menefreghista” come unica alternativa per essere felici in un mondo che sembra quasi tutto storto.

 Io non sono d’accordo. Credo che il pensiero positivo sia tutta un’altra cosa. Infatti, da straniera che faceva fatica con le doppie ho sempre detto pensiero possitivo, mi suonava meglio e solo da poco ho capito (o inventato) un perchè.

Per me il pensiero possitivo è più sul possibilistico. È un pensiero realistico, neutrale e curioso. Non è ciecamente ottimista, e non è un accontentarsi per godere, anzi!

Potremmo dire che ci sono tre modi di dire “va bene così”:

  • il primo è accontentarsi, dire che va tutto bene e che non vogliamo nient’altro, nasconde un pensiero tipo “non posso chiedere di meglio perciò mi tengo questo”;
  • il secondo è fregarsene, nasconde un pensiero tipo “non mi interessa, non è un problema mio” ma è molto simile al primo, ci fa sembrare forti ma in raltà ci indebolisce;
  • il terzo è quello di gioire, quello che vi propongo è di trovare qualcosa di cui essere felici. Non dico che dobbiamo essere felici delle cose brutte, ma che la vita è così complessa che non possiamo mai dire “va tutto bene” o “va tutto male”, perciò c’è sempre qualcosa di buono di cui sentirci “felici” e “forti”

Che ne dite? Proviamo?!

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