un punto alla volta

Oggi voglio parlarvi di un’altro dei workshop che stiamo preparando per l’anno prossimo. Si tratta di una giornata di cucito creativo e coaching e si chiama “cambiamo il mondo, un punto alla volta“. Sarà un momento di riflessione, di formazione e di allenamento, e useremo il cucito come attività pratica in cui concentrarci, e con cui mettere in moto delle capacità che poi potremo usare in altri momenti della nostra vita.

Ho scelto il cucito creativo perchè lo faccio da tutta la vita, cucito, uncinetto, maglia, sono state tra le mie prime forme di esprimermi… chiaramente facevo vestitini per le bambole, poi ho iniziato a farli per me. E solo a quasi quarant’anni ho fatto il primo vero corso (30 ore) in cui ho imparato ad usare la macchina da cucire. Fino ad allora ero autodidatta, avevo guardato mia nonna e le zie di mio papà. loro mi avevano spiegato le basi e poi avevo continuato io con la mia immaginazione. Se volete vedere alcuni dei miei lavori potete farlo nella mia pagina facebook mammina riciclina.

Infatti, una delle parole più importanti di questo workshop sarà immaginazione, non solo come creatività, ma proprio nel senso più largo, quello di immaginare un mondo diverso in cui ci sono cose che oggi non esistono. Perchè quando iniziamo un progetto di cucito creativo dovremo immaginare cosa faremo, chi lo userà, quando, come, dove, com’è questa persona, ecc. Per esempio, l’ultima borsa che mi sono fatta l’ho fatta molto piccola perchè volevo che ci stessero dentro solo il portafoglio e le chiavi, visto che le anteriori erano state troppo grandi e finivo per portarmi dietro cose (e peso) inutili.

Con questo esercizio di immaginazione e la successiva realizzazione potremo liberarci dai condizionamenti del mercato, che sembra sia diventato il nostro Dio sovrano. Non siamo più noi che modifichiamo il mondo, ma ci adattiamo a quello che troviamo. Come nella barzelletta del tipo che, ritirando il vestito per il matrimonio, scopre che li hanno accorciato troppo la gamba destra e la manica sinistra, ma siccome non c’è tempo per cambiarlo di nuovo, cerca di camminare in modo che sembrino uguali deformando il suo corpo, piegando il bracio e la gamba corrispondenti… e la gente per strada pensa “che bel vestito, peccato che quell’uomo sia così storto, se no… sarebe perfetto!”

Vi va? Vi incuriosisce? Rimanete in collegamento per essere aggiornati…

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